CALO DEL DESIDERIO SESSUALE FEMMINILE IN ITALIA
Presentati a Firenze al Congresso Mondiale della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica (ISGE), i risultati dello Studio Lei (Lack of Testosterone Impact Survey), svolto con l’egida dell’ISGE e con il patrocinio della Società Italiana della Menopausa (SIM) e della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGITE).
Lo studio, il primo di questo genere in Italia, ha coinvolto oltre 560 donne e 121 ginecologi. All’indagine, condotta da maggio a ottobre 2007, hanno partecipato donne italiane di tutta la penisola, di età compresa tra i 35 e i 69 anni, in menopausa chirurgica causata da ovariectomia bilaterale con o senza isterectomia, che hanno risposto a un questionario proposto dal loro ginecologo. L’obiettivo dello studio era quello di valutare i molteplici aspetti di un disturbo di cui spesso non si parla, il calo del desiderio sessuale vissuto con disagio (o disturbo da desiderio sessuale ipoattivo), nelle donne in menopausa chirurgica, nonché il loro livello di conoscenza del ruolo del testosterone come origine del problema.
“La menopausa chirurgica è la menopausa causata dall’asportazione chirurgica di ovaie (ovariectomia) e utero (isterectomia)”, spiega Gian Benedetto Melis, direttore della Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari e presidente della Società Italiana della Menopausa. “A differenza della menopausa naturale, in cui le ovaie continuano per qualche tempo a produrre ormoni, soprattutto androgeni (testosterone), in quella chirurgica questa produzione cessa all’improvviso con la conseguenza di una sintomatologia più grave. Ai disturbi classici, vampate, sudorazione, disturbi dell’umore, si aggiungono secchezza vaginale e calo del desiderio sessuale, legato quest’ultimo alla brusca caduta del testosterone”.
Lo confermano i risultati dello Studio Lei: il 78,7 per cento delle donne, infatti, ha riferito di avere avuto un calo del desiderio. “Tra le curiosità emerse dallo studio, la riduzione del desiderio sessuale era meno accentuata nelle donne nubili (21,2 per cento) rispetto alle donne coniugate (36,7 per cento), evidenziando che la menopausa chirurgica può compromettere fortemente la relazione col partner, soprattutto in presenza di calo del desiderio”, fa notare lRossella Nappi, dell’Unità di Endocrinologia ginecologica e Menopausa della Fondazione Maugeri, Università di Pavia, “6 donne su 10, infatti, hanno dichiarato compromesso il loro rapporto con il partner a seguito della menopausa chirurgica e l’età più vulnerabile a riguardo sembra essere tra i 45 e 49 anni”.
Secondo i risultati dello studio, le donne affermano di sentirsi sollevate quando comprendono che il calo del desiderio è legato ad una ragione biologica, più precisamente ormonale, e non psicologica, cioè alla diminuzione dei livelli di testosterone e non a “problemi di testa”. La consapevolezza che il testosterone possa essere responsabile del calo del desiderio sessuale è un elemento di sollievo per le donne che soffrono di tale problema perché in questo modo si sentono meno in colpa (56,8 per cento) e sono più incoraggiate a curarsi (64,9 per cento).
Una delle soluzioni è l'applicazione di un cerotto trasdermico al testosterone, da applicare due volte a settimana sull’addome. “Il testosterone, infatti, fa aumentare in modo fisiologico il tasso di ormone circolante: va ad agire sui centri nervosi del desiderio sessuale e a livello periferico anche sugli organi genitali, migliorandone la sensibilità. Per questi motivi è auspicabile l’integrazione di testosterone nelle donne in menopausa, non solo chirurgica, che soffrono di calo del desiderio: quando la donna arriva a 50 anni ha già perso infatti almeno il 50 per cento di testosterone circolante, i cui livelli si riducono ulteriormente con la menopausa”, precisa Andrea R. Genazzani, direttore della Cattedra di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Pisa e presidente della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica.
Fonte: Ufficio stampa ISGE 2008.
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