Rimedi per la cellulite

Oddio, ho la cellulite! Questa è sicuramente una delle frasi più comuni che una donna di oggi pronuncia davanti allo specchio, oppure discorrendo dell’estetica del proprio corpo con un’amica. Forse la preoccupazione della cellulite fra le donne è altrettanto diffusa quanto lo è fra gli uomini quella di perdere i capelli o di mettere su pancia.Ma la cellulite non è un problema connesso solo all’invecchiamento, almeno non solo a quello anagrafico; è un problema che infatti sempre più spesso si presenta in donne giovani, anche giovanissime, e con frequenza in costante e vertiginoso aumento negli ultimi anni. Infatti le nostre nonne, pur non avendo, comunque non sempre, la stessa quasi ossessiva cura per il proprio corpo in voga ai giorni nostri, presentavano questo inestetismo in misura molto minore, mentre oggi lo si nota perfino in ragazze in età scolare.

Ma che cos’è e a che cosa è dovuta l’insorgenza della cellulite, e che cosa si può fare per combatterla?

A tutte queste domande cercheremo di dare una risposta, ma, purtroppo, non sempre sarà definitiva e risolutiva, dal momento che molto ancora c’è da studiare e da scoprire al riguardo.

 

Cellulite: Struttura e formazione

La cellulite nella terminologia medica prende il nome di liposclerosi o di panniculopatia edematofibro-sclerotica. Tali denominazioni, in apparenza complesse e rivolte comunque ad un pubblico di addetti ai lavori, sono però di per se stesse esplicative sull’origine del danno e sulle sue caratteristiche.

La cellulite è, infatti, una degenerazione localizzata del tessuto adiposo che, per motivi molteplici, assume una struttura nodulare, caratterizzata da un’abbondanza di tessuto fibroso, normalmente assente, e da un’alterazione dei meccanismi fisiologici del ricambio di sostanze da parte del microcircolo, ovvero da parte dei piccoli vasi capillari, ultime ramificazioni dell’albero circolatorio.

Inoltre, la cellulite è caratterizzata spesso anche da un turgore più o meno marcato dei tessuti, con edema di grado variabile, il quale fa ritenere che vi sia la presenza anche di una stasi del flusso linfatico nelle regioni corporee che ne sono affette. La cellulite è un grosso problema ed è sicuramente una caratteristica della vita moderna, con tutti i suoi errori nell’alimentazione e nello stile di vita quotidiano ed anche, perché no, a causa del notevole carico di stimoli stressanti.

Indubbiamente uno dei principali contributi allo sviluppo della panniculopatia cellulitica è dato dalle cattive abitudini alimentari le quali, unite ad una sedentarietà spesso conseguenza solo della pigrizia, diventano armi di offesa alla bellezza.

Rimedi cellulite: Come si forma

Alla base della formazione della cellulite vi sarebbe, similmente a quanto avviene per le varici, un terreno predisponente di cui sarebbe dimostrabile il meccanismo ereditario; inoltre, le similitudini con le vene varicose non finiscono qui, perché anche per la cellulite la causa primaria risiede in un’alterazione vascolare ed in un’alterazione dei tessuti, nei quali si avrebbe una risposta del tessuto fibroso e adiposo a determinati stimoli maggiore di quanto sarebbe normale.

Quindi la cellulite si può definire una condizione in cui, su di un accumulo di adipe localizzato, non necessariamente molto superiore alla norma, si viene a creare un’alterazione della microvascolarizzazione, con conseguente sofferenza dei tessuti: essi reagiscono a questa sofferenza con una produzione di tessuto fibroso da parte del tessuto connettivo, la quale a sua volta va a peggiorare il quadro vascolare, facilitando in questo modo la formazione dei noduli caratteristici del tessuto cellulitico.

L’alterazione vascolare è più complessa di quanto possa sembrare a prima vista, dato che, oltre a provocare una cattiva irrorazione dei tessuti, si manifesta con una alterazione della permeabilità dei capillari, i quali permettono la fuoriuscita di liquidi, fondamentalmente acqua, causando l’edema localizzato.

Essendo il danno vascolare il primum movens nella formazione della cellulite, è intuibile quanto questa sia favorita dalla presenza di un’insufficienza venosa, sia pure lieve.

L’insufficienza venosa superficiale è presente d’altronde quasi sempre nelle pazienti affette da cellulite, almeno sotto forma di capillari dilatati, ed influenza non poco la stasi di liquidi nei tessuti; questa è aggravata dall’effetto comprimente della proliferazione fibrosa sui capillari sanguigni e linfatici.

Vediamo quindi che, già soltanto prendendo in considerazione i soli fenomeni connessi alla vascolarizzazione dei tessuti, abbiamo numerosi fattori che contribuiscono in varia misura alla formazione della cellulite; se poi è presente un accumulo di adipe eccessivo, sia pure localizzato in determinate sedi (quello diffuso anche in tutto il corpo crea più problemi perché esercita effetti negativi su vari organi e apparati), questo diventa un terreno ideale per lo sviluppo della malattia cellulitica. È chiaro quindi quanto sia importante una corretta e sana alimentazione nella prevenzione della cellulite.

Le nostre abitudini alimentari hanno subito una naturale trasformazione col passare degli anni, ma dal dopoguerra ad oggi sono state radicalmente modificate dalla cosiddetta civiltà del benessere, caratterizzata da un generalizzato aumento dei consumi.

L’industria alimentare ha infatti compiuto passi da gigante, ma non sempre a favore di una perfetta qualità dei prodotti dal punto di vista della digeribilità e genuinità. Inoltre, la digestione è una delle funzioni del nostro corpo più colpite sia dallo stress che dallo stile stesso di vita che le concede sempre meno tempo e tranquillità.

Tutto ciò si riflette su di noi in modo semplice: mangiamo troppo, male e non sempre cibo adatto alle reali esigenze del nostro organismo. Quindi è sempre più facile essere in sovrappeso e questo si riflette negativamente sulla nostra salute con numerose implicazioni negative. La cellulite è fra queste.

Essa non è influenzata solo dalla quantità di cibo che assumiamo, ma anche dalla qualità dello stesso. Ed è proprio questa, probabilmente, una delle maggiori differenze fra noi e le nostre nonne: il tipo di alimentazione, che una volta era molto più semplice, genuina, sana, e non così sovraccarica di additivi, sostanze coloranti e conservanti.

Gli accumuli di adipe localizzati, conseguenza spesso di cattiva alimentazione, sotto l’influenza di altri fattori favoriscono enormemente la formazione dei depositi di cellulite.

È infatti importante rendersi conto, ai fini della prevenzione e della cura della cellulite, che questa non si identifica con il “grasso”, ma è la conseguenza dell’azione sullo stesso di eventi nocivi di varia origine, ricollegabili spesso a una condotta di vita poco sana.

In aggiunta ai fattori costituzionali, vascolari, dietetici coinvolti nella formazione della cellulite, dobbiamo considerare anche quelli derivanti dall’abuso che si fa oggi di prodotti farmacologici ai fini più vari. Basta un qualunque sintomo fastidioso per assumere un farmaco. Alcuni di questi poi, come i prodotti anticoncezionali per uso orale (la “pillola”), anche se oramai estremamente perfezionati, tanto da alterare in misura veramente minima la normale attività fisiologica dell’organismo, posseggono comunque, fra gli effetti collaterali, quello di determinare una stasi venosa e linfatica, spesso solo in misura modesta, a carico degli arti inferiori; ecco che ritroviamo uno dei fattori concausali della cellulite che, vista la larga diffusione di questo metodo contraccettivo, assume una notevole importanza epidemiologica, specie tra le giovani donne.

Localizzazioni

Abbiamo detto che le regioni più colpite dalla cellulite sono l’addome, i glutei e le cosce; ma essa può apparire in altre numerose sedi. Essere in grado di riconoscere la cellulite non è difficile, ma può essere molto utile sapere riconoscere la stessa nelle fasi iniziali di formazione, in modo da identificare i fattori predisponenti e causali che la influenzano, eliminarli ed attuare al tempo stesso una efficace terapia per combatterla.

Riassumendo il procedimento di formazione, abbiamo detto che la cellulite è la degenerazione di un accumulo di tessuto adiposo: questo fenomeno, presente anche in soggetti magri, si forma sulla base di un’alterazione del microcircolo distrettuale, il quale presenta una maggiore permeabilità ai liquidi con un difetto del riassorbimento, sia venoso che linfatico. Per questi motivi si crea uno stato di sofferenza del tessuto adiposo, indotto da un insufficiente apporto di ossigeno e di sostanze necessarie al metabolismo locale; il tessuto reagisce con una esagerata risposta proliferativi di tessuto fibroso, reazione che porta una compartimentazione degli ammassi di cellule adipose in strutture nodulari, la quale rende più difficili gli scambi con i tessuti e peggiora così ulteriormente la situazione. Si crea in pratica un circolo vizioso in cui il danno si automantiene e, progressivamente, peggiora, arrecando un danno estetico sempre maggiore e a cui è sempre più difficile porre rimedio.

Nelle fasi iniziali della formazione del tessuto cellulitico, il suo pronto riconoscimento permette di intervenire in modo adeguato a rompere il circolo vizioso ed a permettere il ritorno ad un normale metabolismo del tessuto adiposo con un pronto miglioramento dell’aspetto estetico.

Uno dei primi segni della formazione di un’area cellulitica è la comparsa di un edema localizzato; una delle sedi più comuni per questa scoperta sono i glutei e la regione alta delle cosce. Possiamo rendercene conto al tatto quando sentiamo che una zona, dove sino a poco tempo prima era presente un poco di adipe, diventa leggermente dolente alla pressione e si presenta un poco più pastosa di quanto siamo abituati a rilevare; la cute, inoltre, se la stringiamo in una mano come per spremerla, mostra un classico aspetto a buccia d’arancia.

Questi segni sono la conseguenza dell’aumentata imbibizione dei tessuti da parte dei liquidi. Si viene così a creare quella iniziale sofferenza tissutale che, abbiamo visto, tanta parte ha nella genesi della cellulite. A questa situazione iniziale segue, come abbiamo detto, la formazione dei noduli; essi possono essere divisi in grandi e piccoli, spesso ne sono presenti entrambi i tipi e i noduli grandi possono rappresentare l’evoluzione di quelli piccoli. Si riconoscono come formazioni di consistenza aumentata in mezzo all’area interessata, sono apprezzabili anche senza particolari manovre e conferiscono alla pelle un classico aspetto con porosità e depressioni, responsabile del maggiore danno estetico.

Quando si è giunti allo stadio dei noduli, la cellulite è oramai evidente ed è lungo e complesso l’iter per eliminarla, mentre si ha un procedimento molto semplificato negli stadi precoci, in cui il danno non ha ancora un riscontro anatomico, ma è soltanto funzionale ed estetico.

Prevenzione

Essersi accorte della presenza di cellulite ad uno stadio iniziale rende necessario prendere subito alcune misure per contrastarne lo sviluppo: la prima consiste nel correggere l’eccesso ponderale, nel caso in cui sia presente; la seconda nel rendere più attiva la nostra vita, iniziando o intensificando un’attività sportiva.

Nessuno è più indicato di un dietologo esperto per aiutarci a correggere il nostro atteggiamento alimentare, dal momento che spesso commettiamo degli errori che non riguardano solo la quantità di cibo, ma anche la sua qualità, convinti in buona fede che determinati alimenti non ingrassino, nonostante questo sia spesso falso.

Una delle prime cose da fare per correggere la propria alimentazione è quella di informarsi sul tipo di cibo consentito ed attenersi a quello che ci viene prescritto, senza cercare consigli più consoni alle nostre preferenze alimentari. Se ci viene consigliato un alimento che noi non possiamo sopportare, possiamo eliminarlo o sostituirlo nel programma dietetico chiedendolo al dietologo che ci ha in cura, ma è buona regola ricordare che ci sarà senz’altro più facile rispettare la quantità di cibo prescritta, se questo non è una leccornia irresistibile.

Inoltre, sarà compito del dietologo educarci ad un’alimentazione più sana, per conoscere meglio quelle che sono le differenti esigenze del nostro organismo nei vari momenti della vita quotidiana e per informarci su ciò che più ci danneggia e ci rallenta nel ritrovare il peso forma.

L’attività fisica è il secondo cardine nella prevenzione della cellulite, nel suo trattamento e nel mantenimento di una buona condizione una volta che la si sia raggiunta. Qualunque sport fa bene, ma sempre nel rispetto di quelle che sono le nostre individuali capacità di resistenza. E importante comunque formare una certa massa muscolare, non eccessiva, cosa che è più facile da ottenere sotto la guida di un istruttore esperto e con l’uso equilibrato dei pesi, completato però da un adeguato impegno a corpo libero.

Si può dire che un’attività ginnico-sportiva deve essere equilibrata in modo da farci consumare una media di 2500-3500 calorie a settimana, con un impegno quotidiano o a giorni alterni. Questo si riassume in circa 6-10 ore impegnate a settimana in queste attività.

Ovviamente è un obiettivo che si deve raggiungere gradualmente, considerando comunque che, una volta ottenuti i risultati desiderati, un impegno inferiore è più che sufficiente per mantenerli.

Molte altre sono le cose che si possono fare per il trattamento della cellulite, sia in una fase iniziale di formazione che, soprattutto, quando si sia oramai consolidata. Ed ora passeremo ad esaminarle una per una e a vederne i meccanismi d’azione e la validità, tenendo però presente che per ottenere e mantenere dei buoni risultati non si può fare a meno di un impegno personale costante nel tempo e che, una volta di più, la mancanza di uno stile di vita adeguato renderebbe inutili tutte lefatiche ed i sacrifici che sono stati affrontati.

Trattamenti

Uno dei primi ausili che ci vengono offerti nella lotta alla cellulite è il massaggio.

Il massaggio è un passo fondamentale nel trattamento della panniculopatia edemato-fibro-sclerotica, la cellulite, per le molteplici possibilità di azione che offre, specie se coadiuvato dall’uso di sostanze le quali, una volta assorbite attraverso la pelle, agiscono in senso benefico.

Le modalità con cui il massaggio può essere eseguito sono molteplici, ma le più utili nel trattamento della cellulite sono l’impastamento, la frizione, il massaggio connettivale e, più di ogni altra, il massaggio drenante linfovenoso o linfodrenaggio manuale. Ognuno di questi tipi di massaggio ha un significato diverso nei vari momenti di un trattamento mirato della cellulite. L’impasta-mento agisce migliorando il tono della circolazione arteriosa e venosa distrettuale, nonché di quella linfatica, e aumentando il tono e il trofismo muscolare; è importante tuttavia che venga eseguito in modo da non causare lesioni ai capillari e formazione di ematomi, quindi non deve essere troppo violento, pena un peggioramento della situazione.

La frizione consiste in manovre di trazione, effettuate tangenzialmente alla cute, e permette di mobilizzare le aree di aderenza, conseguenti ai fenomeni di fibrosi del grasso sottocutaneo caratteristici di una cellulite consolidata; favorisce in questo modo la disintegrazione e il riassorbimento dei micro e macro-noduli sottocutanei.

Questa tecnica, eseguita con particolari accorgimenti, acquista il carattere di massaggio connettivale reflessogeno in cui, agendo su zone distanti dalla sede interessata, ma ad essa collegate da una comune innervazione cutanea, quali le aree paravertebrali, si realizzano con meccanismo riflesso una diminuzione della dolorabilità della sede colpita ed una riduzione dell’edema, grazie ad una notevole reazione vasomotoria.Il linfodrenaggio manuale va considerato un poco più a fondo per la sua estrema importanza nel trattamento della cellulite. Con questo tipo di massaggio si ottiene un evidente e rapido miglioramento del flusso linfatico proveniente dalla regione colpita; le manovre necessarie ad ottenere questo effetto si realizzano sia direttamente sull’infiltrato da trattare, che a livello dei collettori linfatici principali e delle stazioni linfonodali. Per l’arto inferiore e la regione glutea, nonché addominale, quelli che ci interessano di più sono i linfonodi del poplite (la regione dietro il ginocchio) e dell’inguine. Il massaggio linfodrenante viene effettuato con un’azione che favorisce un richiamo della linfa in queste sedi e con un’azione di spremitura sulle regioni periferiche da trattare.

È utile associare più metodiche in una stessa seduta, ad esempio linfodrenaggio più massaggio connettivale, per ottimizzare il risultato, migliorando sia il drenaggio della regione che la sua irrorazione sanguigna, realizzando al contempo una migliore e più profonda ossigenazione dei tessuti.

La caratteristica della pelle di assorbire sostanze attive, ad azione sia locale che generale, fa sì che sia estremamente utile associare al tipo di massaggio prescelto un prodotto adatto a potenziarne ed estenderne l’efficacia, allo scopo di ottenere un migliore risultato in tempi più brevi. I prodotti utilizzabili a questo scopo sono numerosissimi e si presentano sotto forma di olii, gel, creme o liquidi. Tutti devono avere la caratteristica di possedere un veicolo, diciamo un eccipiente, che sia meno allergizzante possibile, dato che dovranno essere utilizzati per lunghi periodi, e che non alteri le qualità della sostanza attiva.

I prodotti o sostanze utili per combattere la cellulite presentano modalità di azione diverse, ma agiscono comunque su quelle che sono le cause della panniculopatia ed anche i suoi segni: l’edema e la stasi veno-linfatica con insufficiente irrorazione. Si tratta quindi di prodotti con un’azione lipolitica, antiedematosa, capillaro-protettrice, e che attivano la circolazione periferica.

Sono prodotti di sintesi o naturali, dei quali sul mercato esiste una quantità rilevante; alcune di queste sostanze, fra le più comuni ed efficaci, sono l’escina (un derivato dell’ippocastano), la centello asiatica, i derivati di ormoni tiroidei e le sostanze iodate. La scelta su quale prodotto usare spetta all’esperto, che saprà scegliere quello più adatto per la fase di trattamento in atto e associare i prodotti più validi al momento e al tipo di massaggio.

Esistono poi delle formulazioni concepite anche per l’automassaggio e che consentono di migliorare la situazione senza dover ricorrere all’opera di altre persone, ma è chiaro che un adeguato massaggio garantisce un’azione più completa e profonda.

La pressoterapia è concettualmente e sotto certi aspetti simile per meccanismo al massaggio, ma è caratterizzata da un’azione più potente e meno selettiva. Si tratta di una apparecchiatura che, per mezzo di un compressore e di manicotti pneumatici a tenuta stagna, sottopone gli arti inferiori ad una pressione ritmica, decrescente dalla periferia al centro, con una notevole azione drenante venosa e linfatica e di stimolo sul microcircolo. Alla fine di una seduta di pressoterapia, di circa 20-30 minuti, si ha la sensazione di avere le gambe estremamente leggere ed un meraviglioso benessere; queste sono realmente meno gonfie, ma è un beneficio che scompare nel giro di qualche ora al massimo di un paio di giorni.

La pressoterapia è però molto utile nel trattamento della cellulite, proprio per la sua caratteristica di ridurre notevolmente l’edema, e quindi la componente di insufficienza veno-linfatica, sin dalla prima seduta, consentendo, per mezzo di trattamenti ripetuti, un buon recupero del normale atteggiamento dei tessuti e una marcata riduzione dell’imbibizione di liquido.

La magnetoterapia, sempre finalizzata alla riduzione dell’edema e dell’infiltrazione tissutale di liquidi, si realizza invece per mezzo dell’applicazione di un campo magnetico localizzato di intensità bassa, ma sufficiente a determinare la perdita dei fluidi in eccesso da parte dei tessuti.

L’elettro-stimolazione, o ginnastica passiva degli arti inferiori, mediante l’uso di uno stimolo trasmesso da elettrodi posizionati sulle principali fasce muscolari, presenta un notevole interesse nel trattamento della cellulite e comunque nel miglioramento del tono e del trofismo muscolari.

Tale metodica viene utilizzata con notevole frequenza nella pratica quotidiana da parte di chi si occupa di rieducazione muscolare e di fisioterapia, dato che consente la stimolazione diretta delle masse muscolari che interessano e dato che agisce in tempi notevolmente inferiori a quelli richiesti da un esercizio fisico, anche intenso, per ottenere gli stessi risultati. L’elettro-stimolazione si attua, come abbiamo già detto, per mezzo di elettrodi i quali, applicati in sedi opportune, trasmettono una “scossa” elettrica proporzionata all’effetto che si intende ottenere e all’entità dello stimolo cui sottoporre il paziente, comunque molto bassa, anche se alle volte un poco fastidiosa.

La frequénza al minuto con cui queste scosse vengono impartite e la loro intensità permettono di definire il carico di lavoro che, di norma, viene aumentato progressivamente nel tempo. L’elettro-stimolazione oltre a determinare una contrazione muscolare indipendente dalla volontà, da cui il termine passiva, agisce sulla cellulite anche tramite una vasodilatazione superficiale riflessa, con una massiccia attivazione del microcircolo distrettuale.

La ionoforesi è sempre basata sull’impiego della corrente elettrica, ma in forme e con finalità diverse. Questo è un trattamento durante il quale dei farmaci, dotati di azione anticellulite, attraversano la barriera cutanea grazie all’azione di un campo elettrico. Questa tecnica sfrutta la proprietà chimico-fisica della materia di assumere forma “ionizzata” in una soluzione acquosa, cioè di solubilizzarsi in ioni dotati di una carica elettrica positiva o negativa. Gli ioni dotati di carica positiva sono attratti da un polo elettrico carico negativamente, il contrario avviene per gli ioni negativi. Grazie a questo fenomeno si può dirigere la migrazione di sostanze, in una soluzione di cui sia nota la carica, verso una direzione voluta o attraverso una barriera parzialmente permeabile come è la pelle.

Le sostanze con azione anticellulite impiegate sono simili a quelle utilizzate per il massaggio, con l’aggiunta di prodotti, come la ialuronidasi, atti a ridurre le zone fibrotiche presenti nel pannicolo adiposo, ed altri attivi sul metabolismo locale. 2 una metodica efficace e priva di rischi, eccettuati quelli connessi all’uso di farmaci in generale; inoltre la corrente galvanica utilizzata è a bassissima intensità, tale da prevenire qualunque rischio o fastidio, con l’eccezione forse di un lieve prurito durante l’applicazione.

 

La mesoterapia rappresenta un’altra modalità molto efficace di somministrare sostanze farmacologicamente attive all’interno del tessuto cellulitico. Questa si avvale dell’uso di aghi molto sottili e molto corti (meno di un centimetro o poco più) per iniettare le sostanze direttamente là dove devono svolgere la loro azione. L’iniezione mesoterapica si pratica per mezzo di piastre apposite, al fine di coprire una superficie di tessuto estesa con più aghi contemporaneamente ed abbreviare così i tempi di somministrazione dei prodotti attivi, che altrimenti richiederebbero un gran numero di singole iniezioni.

I prodotti utilizzati sono gli stessi elencati finora, anche se ovviamente in forma iniettabile, con l’aggiunta alle volte di diuretici e di farmaci venotonici, nonché di attivatoci del metabolismo tissutale locale. La scelta del “cocktail” di farmaci da utilizzare va personalizzata per il singolo caso ed adattata all’evolversi della situazione. Un trattamento mesoterapico si compone in genere di una decina di sedute con cadenza settimanale, seguite da periodi di richiamo dopo uno o più mesi, e offre delle ottime potenzialità terapeutiche nei confronti della cellulite e di numerose altre patologie in cui sia utile far giungere un farmaco in una sede specifica del sottocutaneo per una maggiore e migliore azione.

Il laser.

Un evento della massima importanza nel trattamento della cellulite è stato l’avvento del laser a bassa potenza per uso medico. Esistono anche laser ad alta potenza per uso medico e il loro impiego è diffusissimo in chirurgia per la possibilità che hanno di vaporizzare porzioni esatte di tessuto senza danneggiare quelle circostanti. Nessuna vaporizzazione invece con l’uso del laser a bassa potenza, cui d’ora innanzi ci riferiremo, bensì trasmissione di energia.

L’energia trasmessa mediante il laser ha un’azione profonda sui tessuti che ne costituiscono il bersaglio. Essa stimola la circolazione locale, riattiva il metabolismo delle cellule, riduce l’edema e favorisce l’azione delle sostanze somministrate localmente. In effetti l’uso del laser dovrebbe essere, per il trattamento della cellulite, sempre associato ad altre tecniche come la mesoterapia ed il massaggio con prodotti attivi di cui potenzia i risultati, accelerandone i tempi di azione.

L’ozonoterapia e gli ultrasuoni sono le altre tecniche esistenti contro la cellulite. La prima si attua mediante la somministrazione locale di ozono, promuovendo così l’ossigenazione dei tessuti e migliorando la circolazione periferica. La seconda prevede l’applicazione di ultrasuoni a particolari frequenze sulle regioni che ci interessa trattare. L’azione degli ultrasuoni si esplica sia sul tessuto adiposo, che vede riattivato il

proprio metabolismo, sia sulla componente fibrosa della panniculopatia, che viene notevolmente ridotta, con un conseguente miglioramento dello stato del tessuto sofferente.

Sulla cellulite quindi si sa e si fa molto, ma molto c’è ancora da scoprire, sia sui meccanismi che predispongono alla malattia che sui metodi per eliminarla dal nostro corpo in maniera duratura. A questo scopo, si utilizzano i metodi di indagine non invasiva più sofisticati, incluse l’ecografia e la teletermografia; inoltre si studia la condizione delle cellule con prelievi di tessuto patologico, per evidenziarne al meglio i danni morfologici e funzionali.

Ma la cellulite rimane un grosso problema da affrontare con decisione, prima che si consolidi e renda molto più difficile la sua eliminazione. Un valido ed esaustivo parere ce lo deve dare il medico che si occupa di problemi estetici, il quale sceglierà le metodiche da associare per il miglior risultato della cura, compatibilmente con le esigenze del paziente.

Implacabili indicatori di età, ma anche importanti componenti della bellezza femminile, sono parti del corpo spesso a torto trascurate. La pelle delicata e sottile di alcune di esse richiede invece le stesse attenzioni e cure che siete solite riservare al viso, specie quando si tratta del collo, esposto quotidianamente all’azione degli agenti atmosferici.