L’INCUBO PIÙ MODERNO? IL TERRORISMO
L’effetto undici settembre arriva sul lettino dello psichiatra, con la fobia post attentati non solo di subire un dirottamento aereo, ma anche di essere usati come arma. Lo ha detto Elie Godsi, psicologo dell'Università di Nottingham.
Un altro fattore di stress legato al terrorismo è poi lo scarso controllo che si ha della propria sorte quando si viaggia su un aereo: "Scappare da un autobus, un treno o una barca in caso di incidente è considerato possibile. Da un aereo no", spiega Godsi.
L'ansietà legata alla largamente diffusa paura di volare diventa quindi un ulteriore fattore che aumenta il timore degli attentati, "indipendentemente dalla reale possibilità che si verifichi un problema di quel tipo", ha detto Lesley Perman-Kerr, psicologo di St Albans, Inghilterra, e membro dello UK National Council of Psychotherapists.
Un disastro reale e concreto è più facile da gestire, come reazione psicologica, piuttosto di un dilemma tutto aleatorio ed ipotetico non definito, che è in grado di innescare l’immaginazione che, a sua volta, scava facendo emergere le paure più profonde della persona. Infatti, anche se molti sono restii nel considerare il terrorismo un “problema ipotetico”, gli incidenti stradali, l’abuso di farmaci e gli attacchi di cuore mietono quotidianamente un numero molto più elevato di vittime rispetto al terrorismo. Il panico risulta perciò “sproporzionato, ma è dovuto al fatto che nessuno sa quando il terrorismo colpirà”, ha aggiunto Godsi “e questo potrebbe avvenire quando, semplicemente, si va a lavoro”.
FONTE: Lanci New Scientist
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