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Ingrassare - Fame nervosa

 
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QUANDO SI MANGIA PER “NOIA”

Avventarsi sul cibo senza sapere perché non fa bene né alla propria autostima né alla forma fisica.

Sono molte le motivazioni che possono far scattare l’impulso a mangiare pur senza fame e tra queste c’é anche un malessere che erroneamente scambiamo per noia. Per ritrovare un rapporto corretto con il cibo basta un po’ di forza di volontà e, in qualche caso, l’aiuto di uno psicoterapeuta.

CIBO: UN RISTORO FISICO E PSICOLOGICO (MA SOLO APPARENTE)
Incapacità di gestire il proprio tempo (sia quello da dedicare all’impegno che al relax), ansia, tensione, rabbia, ritmi troppo frenetici che non lasciano spazio ad una dieta equilibrata, frustrazione, delusioni di qualsiasi tipo: queste sono le principali molle che fanno scattare l’impulso a mangiare. Ma attenzione, in questo caso non si tratta di vera fame, bensì dell’esigenza di riempire - più che lo stomaco - un vuoto creato da una situazione di fronte alla quale non dsppismo reagire adeguatamente. Quando il nostro organismo ha bisogno di un surplus di energia, vengono attivati dei segnali fisiologici che spingono all’introito calorico (stimolo della fame) Di fronte ad uno stimolo negativo, il nostro cervello vede nel cibo, fonte primaria di piacere, un elemento di forte ed immediata compensazione. Si tratta però di un appagamento solo temporaneo, accompagnato spesso dai sensi di colpa per aver ceduto ad un attimo di debolezza e dalla mortificazione nel vedere salire sempre più l’ago della bilancia. Le conseguenze di questo atteggiamento si riversano infatti sia sul fronte psicologico (perdita progressiva della propria autostima e depressione), sia sul fronte estetico/salutistico (sovrappeso, obesità e disturbi associati, quando il rimedio all’abbuffata non ricade sull’autoprovocazione del vomito o su una frenetica attività in palestra per bruciare l’eccesso di calorie introdotte).

LA FAME NERVOSA è UN PROBLEMA ANCHE TUO? SCOPRILO CON QUESTO TEST

Quando il cibo diventa una reazione meccanica ad un disagio, si parla di disturbo dell’alimentazione. Ad esserne colpite sono in prevalenza le donne (la fascia di età più a rischio é quella compresa tra i 30-50 anni) ma anche i bambini, vittime di un condizionamento ambientale che presenta uno scorretto stile alimentare-comportamentale. Per indivuare il tuo rapporto con il cibo può esserti utile questo semplice test:

  • Mangi spesso anche in assenza di fame?
  • Rinunci difficilmente ai dolci o ai fuori pasto?
  • Sei una persona ansiosa?
  • In particolari stati emotivi, ti butti sul cibo?
  • Ti trovi spesso a non sapere che cosa fare nel tuo tempo libero?
  • Ti capita spesso di ritrovare calma e serenità dopo una scorpacciata?
  • Pensi di essere ossessionata dal cibo?
  • Trascorri molte ore davanti al televisore?
  • Ricerchi spesso cibi dolci o particolarmente calorici?
  • Ti capita di mangiare solo per “occupare del tempo”?
  • Ti svegli mai di notte con la voglia di qualcosa di dolce?
  • Ti é mai venuto in mente che dietro la ricerca di cibo si nasconda una tua insoddisfazione?

Se hai risposto più di 4 sì, devi tenere sotto controllo il tuo rapporto con il cibo. Prova con alcuni diversivi (vedi i consigli forniti in questo servizio). Se hai risposto più di 7 sì, ti consigliamo di richiedere l’aiuto di uno specialista nei disturbi dell’alimentazione.

COME TENERE LA FAME SOTTO CONTROLLO
Regola numero uno: evitare di mangiare fuori orario ed iniziare la giornata con una colazione abbondante ed equilibrata. Se si é impegnati per gran parte della giornata al lavoro, é più facile resistere all’impulso di avventarsi sul cibo. E’ quando si é a casa o si é da soli, che diventa più difficile resistere alle tentazioni. In questi casi, é utile “distrarsi”, nel senso di spostare l’attenzione lontano dal cibo: iniziare un’attività che tenga impegnate le mani e richieda la massima concentrazione, uscire a fare una passeggiata, telefonare ad un’amica, dedicarsi allo sport o al volontariato. Se si é occupati o si é in una situazione piacevole, mangiare diventa l’ultimo pensiero.

FAME NERVOSA: 4 PICCOLE STRATEGIE

Se per te il cibo costituisce un problema, affrontalo con un po’ d’astuzia e forza di volontà. Eccoti quattro suggerimenti:

  1. RICONOSCERE LA VERA FAME DALLA FAME NERVOSA
    Quando il tuo organismo ha bisogno di cibo, ti invia dei segnali eloquenti. Se provi un impulso irresistibile a mettere qualcosa sotto i denti in assenza di tali segnali, domandati che cosa ci può essere dietro la tua ricerca di cibo.
  2. ANNOTARE PER NON MANDARE TUTTO GIÙ
    Gli esperti nei disturbi dell’alimentazione consigliano di tenere un “diario alimentare” nel quale annotare tutto ciò che si ingerisce, dal momento in cui ci si alza al momento in cui si va a dormire. Oltre a consentire un conteggio delle calorie, il diario é un ottimo strumento per capire gli orari e le situazioni più a rischio: se comprendi i meccanismi che ti spingono verso il cibo, ti sarà più facile prevenirli e combatterli.
  3. SOLO CIBI GENUINI
    Manco farlo apposta, gli alimenti più ricercati per compensare la fame nervosa sono tra i più ricchi di zuccheri e grassi (cioccolato, merendine, pizzette e snack vari). Quasi sempre si tratta di alimenti pronti per l’uso (l’impulso é così irresistibile che non lascia tempo alla preparazione), che contengono additivi e conservanti in quantità. Se non riuscite a rinunciare alla tentazione del cibo, sfogatevi almeno con uno yogurt (magro!) o con un frutto.
  4. FARE UNA SPESA INTELLIGENTE
    Non é una ripetizione del punto 3: possiamo tenerci alla larga dagli alimenti ipercalorici, ma quando sono così a portata di mano, come nel frigo o nella dispensa di casa nostra, non é poi così facile. Allora perché non evitiamo di acquistarli? Quando facciamo la spesa sarà sufficiente saltare intere corsie per non cadere in tentazione oppure recarsi al supermercato subito dopo pranzo, a stomaco pieno. E, se avete dei figli, non trovate la scusa che merendine e gelati li acquistate solo per loro: sopravvivono anche senza e, forse, anche meglio.
  5. QUANDO C’E’ BISOGNO DI UN AIUTO
    Non sempre basta la (forza di) volontà per gestire il problema di una fame “non fisiologica”. In primo luogooccorre riconoscere se si tratta di un reale disturbo o invece di un semplice “vizio”. Nel primo caso, quando si sono verificati gli estremi, é meglio non aspettare a lungo con il rischio che i problemi si radichino maggiormente. Sconsiglio anche di affidarsi a terapie fuorvianti e di contattare un medico, che potrà indirizzare il paziente ad uno psicoterapeuta oppure - nei casi più gravi - ad équipes costituite da un endocrinologo ed uno psichiatr”. Non é detto che la cura ad un disturbo dell’alimentazione sia necessariamente farmacologica: anzi, nella maggioranza dei casi é sufficiente un percorso educazionale/comportamentale per imparare a fare pace con il cibo.

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