Inibire una particolare famiglia di enzimi nei follicoli del cuoio capelluto fa crescere celermente i capelli. L’hanno scoperto medici ricercatori del Columbia University sperimentando alcuni medicinali sui topi.

“Ci sono limitatissimi composti capaci di incitare l’attività dei follicoli così velocemente: alcuni prodotti ad uso topico fanno spuntare ciuffi di capelli dopo alcune settimane, ma neanche uno si è palesato tanto potente e rapido come quelli che abbiamo testato.” Questa è l’affermazione promettente del ricercatore che ha spiegato l’azione di due medicinali che si sono rivelati stupendamente efficaci nel far crescere i capelli. L’effetto dei medicinali è stato scoperto casualmente, proprio come è successo a suo tempo con il Viagra: uno infatti è stato sviluppato per le patologie del sangue (ruxolitinib) mentre l’altro (tofacitinib) per l’artrite reumatoide.

Mentre i medici li davano ai topi hanno verificato che se applicati sulla pelle producevano un notevole incremento dell’attività follicolare. Hanno di conseguenza approfondito gli studi provando i medicinali su follicoli umani cresciuti in coltura e su altri trapiantati nella pelle dei topi.

Le ricerche hanno evidenziato che i due medicinali hanno il potere di “risvegliare” i follicoli che sono non attivi e di accelerare il processo della loro funzione principale, che è quella di produrre capelli. Anche se creati per combattere malattie che apparentemente non hanno niente da spartire, i due medicinali hanno una cosa in comune: sono entrambi inibitori di una famiglia di enzimi, chiamata Janus kinase (JAK). Grazie allo studio effettuato dalla dottoressa Cristiano e colleghi, pubblicato il 24 ottobre suScience Advances, si è così scoperto che gli inibitori di JAK hanno una potente azione nel ripristinare l’attività dei follicoli umani. Queste strutture cellulari infatti non generano capelli in modo costante, ma alternano periodi di “riposo” a fasi di crescita.

L’idea è quindi quella di usare gli inibitori di JAK per contrastare le più comuni forme di perdita di capelli, come l’alopecia maschile.

Finora i risultati sono promettenti anche se per ora non sappiamo ancora quale sia l’effettiva azione sulla alopecia umana.

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