Restare giovani costa 10 mila euro
Arriva la "medicina anti-aging"
Non è più necessario vendere la propria anima al diavolo per ottenere l'immortalità. I dottor Faust del terzo millennio possono dormire sonni tranquilli. Per restare "eternamente" giovani "bastano" i soldi. Attenzione però a non lasciarsi ingannare, come il diavolo anche il denaro fa promesse di cui non è sempre bene fidarsi. "Medicina Anti-Aging" è il nome della pratica medica che viene "venduta" da numerose srl in tutt'Italia e che promette al paziente di farlo restare giovane più a lungo, utilizzando le nuove conoscenze scientifiche per rallentare i fenomeni degenerativi propri della vecchiaia. Basta pagare.
Il costo del "miracolo" può arrivare fino a 10 mila euro. Per accedere ai centri è infatti necessario acquistare una tessera annua disponibile in quattro tipologie, da 1.000, 3.000, 5.000 e 10.000 euro. Solo che con la tessera da 1.000 euro annui si ha diritto solo al test conoscitivo, visita anti-aging, un panel di esami di laboratorio, diagnosi anti-aging, terapia, visita di controllo, monitoraggio. Man mano che si sale nel prezzo, gli esami diventano più particolareggiati, aumentano le visite di controllo, si aggiungono un check-up e, per la card da 10.000, una non ben precisata "Terapia di controllo dei livelli biologici, strutturali e mentali presso albergo (tre giorni full immersion)". Insomma un po' come dire solo i ricchi restano giovani, anche se poi non è ben chiaro a quale grado di "giovinezza" si accede comprando le differenti tessere.
I responsabili dei centri rassicurano i pazienti, anti-aging, letteralmente, anti- invecchiamento, precisano, è tutto fuorchè geriatria, disciplina che cura le malattie degli anziani. L'anti-aging, al contrario, intende prendere in carico persone giovani, dai 40 anni (meglio anche prima, dai 30) in poi e si prefigge "di ritardare, se non di prevenire quel processo di invecchiamento i cui segni tipici (astenia, osteoporosi, riduzione dell'interesse sessuale ecc.) sono diventati palesi nell'ultimo secolo per l'avvenuto incremento della vita media". Gli interventi si basano su diverse ipotesi teorizzate negli ultimi anni e più o meno dimostrate scientificamente, che includono deficit immunitari, squilibri neuroendocrini, danni ossidativi da radicali liberi, progressiva usura dell'organismo. Tutte cose secondo cui l'invecchiamento potrebbe, ipoteticamente, essere il frutto di interazioni fra cause genetiche, cause ambientali e stili di vita.
Funzionerà? O forse, a conti fatti, forse, era meglio vendersi l'anima?
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