Fitness fa rima con business
Sono quasi 6 milioni gli italiani che frequentano un centro almeno 2 volte alla settimana. Ma sono 10,6 milioni quelli disposti a spendere 1.160 euro l'anno per il benessere. Tra ginnastica, cosmetica e massaggi, c'è un esercito di persone che investe 14 miliardi per stare bene. Così l'affare attira investitori. Da tutto il mondo.
C'è un settore, in Italia, che non conosce crisi e che cresce a due cifre ogni anno. Perché tutto si taglia, ma alla palestra non si rinuncia. Anzi, se non ci sono i soldi per l'iscrizione, si ricorre persino al finanziamento della società di credito al consumo.
Al Festival del Fitness che si è tenuto tra la fine di maggio e i primi di giugno a Rimini, gli operatori erano entusiasti: alla kermesse si sono presentati più di 500 mila visitatori.
E non solo i soliti culturisti, ma anche famiglie con tanto di nonni e di bambini al seguito, perché ormai il benessere è un affare per tutte le età e gli strati sociali.
Al grido «meno muscoli e più amicizie», le 7 mila palestre italiane stanno facendo sempre più proseliti tra i giovani e gli over 40 a caccia di forma fisica, ma anche di un luogo dove socializzare e trovare servizi che semplifichino la vita. Conristoranti light, trattamenti estetici e antistress, lavanderie e nidi dove lasciare i figli mentre si seguono i corsi spinning e di ginnastica Pilates.
Meno performance, più salute. Non solo palestra, quindi, ma un business globale fatto di cibi biologici, cosmetica, centri benessere e medicine alternative che vale 14 miliardi di euro secondo i risultati di una ricerca di Bain & Company realizzata per la casa editrice Rodale, e che ha il suo target di riferimento in 10,6 milioni di italiani: in maggior parte dotati di un reddito medio-alto, visto che per questi prodotti e servizi sono disposti a spendere a testa quasi 1.200 euro all'anno.
Un budget elevato, che dal 2000 al 2004: è cresciuto mediamente dell'11% annuo e non conosce crisi. |