PIERCING E TATTOO. RISCHIARE NON VALE
Quali sono le norme di sicurezza e igiene?
Numerosi sono stati i casi di complicanze, anche gravi, che hanno portato con il tempo, alla regolamentazione, da parte del Ministero della Sanità, della pratica di tatuaggi e piercing e, in generale, della body art.
Per scongiurare gli effetti dannosi provocati da piercer e tatuatori improvvisati, devono essere seguite scrupolosamente alcune pratiche igienico-sanitarie, oltre che etiche.
Per quanto riguarda l’Italia, una circolare emessa dal Ministero della Sanità nel febbraio 1998, con la successiva integrazione, sancisce che la pratica di tatuaggi e di piercing debba necessariamente essere autorizzata dalla Asl di pertinenza al luogo dove viene svolta l’attività. Alla Asl spetta anche il controllo del rispetto degli standard igienico-sanitari stabiliti.
GLI STANDARD IGIENICI DI TATUATORI E PIERCER
Le norme per garantire la sicurezza negli studi per tattoo e piering prevedono che il laboratorio ove vengono praticati sia separato sia dalla sala d’attesa sia dall’ambiente in cui vengono puliti e sterilizzati gli strumenti.
Le pareti dell’ambiente del centro estetico o di body art devono essere rivestite con materiali impermeabili e lavabili, i tatuatori devono indossare guanti e camici monouso, i colori devono essere atossici e ogni strumento (pigmenti compresi) deve essere sterile.
Fondamentale è che il tatuatore informi il cliente su ogni possibile rischio e complicanza della pratica, in particolare sui rischi di infezioni o allergie. Inoltre, sta all’operatore verificare che la pelle ove viene applicato il tatuaggio sia integra. Sempre la circolare del 1998 stabilisce che il tatuatore debba frequentare, prima di esercitare la sua professione, un corso idoneo al termine del quale gli viene riconosciuto un “patentino” di idoneità al tattoo.
Stesso discorso per chi pratica i piercing, perché si deve tenere presente che la pelle viene letteralmente forata, con i relativi rischi di infezione legati alla pratica. Si deve poi tenere conto dello sviluppo di possibili allergie ed intolleranze al materiale stesso del piercing, che deve quindi essere di metallo sterile e ipoallergenico.
Anche il cosiddetto tatoo temporaneo con l’henne non è esente da alcuni rischi, particolarmente per chi è allergico o con pelle sensibile. Non è infatti il pigmento vegetale stesso a provocare intolleranze, quanto l’additivo che viene aggiunto quale fissatore per ridurre i tempi di attesa e ottenere colori più nitidi.
L’additivo si chiama Ppd (parafenilendiamina) e una direttiva europea ne avrebbe già vietato l’uso per la colorazione di ciglia, sopracciglia e pelle, autorizzandolo invece nelle tinture per i capelli.
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