Dieta sì, purché mediterranea
Sono molte le ricette salutiste, spesso improvvisate e poco scientifiche. Il nostro stile alimentare tradizionale, invece, consente, se seguito quotidianamente, di allontanare il rischio di numerose malattie e di aiutare a invecchiare meglio » La piramide della salute
Dieta dissociata, dieta del minestrone, dieta fantino, e chissà quante ne avete provate alla ricerca di un'alimentazione sana, e che faccia restare in forma. Ma in questo caso la formula legittima è soltanto una, quella della dieta mediterranea.
Riduce il rischio di ammalarsi di Alzheimer, di soffrire di patologie cardiovascolari, protegge dall'ictus e dal tumore. E, non ultimo, dato l'alto contenuto di sostanze antiossidanti, fa invecchiare meglio. «Alla base della dieta mediterranea c'è un rapporto adeguato tra i cibi da consumare nella giornata» ricorda Antonino De Lorenzo, nutrizionista all'Università di Tor Vergata a Roma. «Il 12-15 per cento delle calorie deve provenire dalle proteine, il 25-30 per cento dai lipidi, la quota restante, il 55-60 per cento circa, dai carboidrati».
Ma per seguire questa dieta mediterranea bisogna consumare prevalentemente i cibi che appartengono alla tradizione: quindi un menù ricco di pesce, di legumi, di frutta e verdura; dove il condimento sia garantito solo dall'olio extravergine di oliva, con l'aggiunta generosa di erbe aromatiche come il rosmarino, l'origano, il prezzemolo, e poi l'aglio e la cipolla. Senza dimenticare un pizzico di peperoncino e per finire un buon bicchiere di vino rosso.
Dalla lista di questi alimenti, protettivi per l'organismo, mancano la carne, il latte, le uova, i formaggi e i dolciumi. Significa che vanno eliminati dalla dieta? «Assolutamente no» puntualizza De Lorenzo. «A patto che vengano consumati con moderazione: la carne è un alimento importante per i muscoli, il latte è indispensabile per le ossa».
«La dieta mediterranea divide i cibi in quattro gruppi» precisa Laura Di Renzo, ricercatrice a Tor Vergata sul rapporto tra genetica e nutrizione. «Ai primi due appartengono i cibi della cultura enogastronomica italiana, mediterranea, al terzo gli alimenti di origine animale, al quarto gli zuccheri raffinati e i dolciumi».
Per verificare il nostro grado di «adeguatezza mediterranea» basta guardare la formula pensata dai nutrizionisti Flaminio Fidanza e Adalberta Alberti. L'indice di adeguatezza alla dieta si ottiene dividendo le calorie che vengono dai cibi dei gruppi 1 e 2 per le calorie apportate dagli alimenti dei gruppi 3 e 4.
«Più il numero si alza più sarà alto il nostro indice di adeguamento alla dieta mediterranea» spiega Di Renzo, che sottolinea come solo questa alimentazione possa proteggere le nostre cellule dai danni che ambiente, smog, inquinamento e radiazioni provocano sull'organismo.
La dieta mediterranea non è dimagrante. «È uno stile alimentare sano per il nostro fisico e anche per la nostra mente. Gli omega 3, acidi grassi di cui il pesce è ricco, alzano il tono dell'umore e ci preservano dal rischio depressione, poi su questa base si possono formulare giuste diete ipocaloriche» conclude la ricercatrice, consigliando alcuni piatti, in grado da soli di garantire il giusto apporto di nutrienti e di adeguatezza mediterranea. Buona pasta e fagioli a tutti!
FONTE: Panorama
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