Dieta dimagrire
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Dieta dimagrire

 

Perdere peso in modo equilibrato. Calcolo delle calorie nella dieta. Come dimagrire con buonumore. Perdere peso in modo sano. L’allenamento per dimagrire. Cellulite e grasso: differenze e strategie. Allergie, intolleranze e dietetica. La massa grassa, calcolo del peso ideale (BMI).

 

 

 

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DOTTORE, MA PERCHÈ NON DIMAGRISCO PIÙ?

L’equazione "meno calorie uguale meno peso" non sempre risulta esatta. Questo accade soprattutto quando viene ridotta progressivamente e continuativamente l’introduzione di cibo. Vediamo perché.

Ci si butta a capofitto in una qualsiasivoglia dieta e si é elettrizzate dai risultati: uno, tre, cinque chili persi con apparente facilità e, ancor più con sorpresa, in pochissimo tempo. Ma non ci si accontenta di questo: si vuole ottenere di più, e via allora a tirare ancor di più la cinghia e ad aspettare che il miracolo si rinnovi, anche se l’ago della bilancia sembra aver deciso di non scendere oltre. Perché nonostante si mangi poco non si ottiene alcun risultato a livello di diminuzione di peso? È scorretto considerare, come mezzo e guida alla perdita di peso, esclusivamente la quantità di calorie introdotte. Tra l’altro, a parità di calorie, i cibi possono avere una diversa valenza energetica e, conseguentemente, un diverso destino metabolico nell’organismo. Il nostro quesito é in parte spiegato e più forse é meglio non addentrarci, in quanto i meccanismi che regolano l’aumento o la diminuzione del grasso sono estremamente complessi. In parte, sono legati alle incidenze dell’ipotalamo sulle sensazioni di fame e sazietà mentre dall’altro a ben precise influenze ormonali e all’insulina, che favorisce l’accumulo del grasso deprimendo l’azione degli enzimi lipolitici.

All’inizio di una dieta ipocalorica, basata sul computo delle calorie, si perde generalmente peso. Continuando a ridurre le calorie, se ne perde sempre meno, fino a non perdere più nulla e ad ingrasssare se, al contrario, si aumentano anche di poco le stesse calorie. Frequente il caso di soggetti che non riescono a perdere più peso malgrado consumino meno di 5-600 calorie giornaliere ed altrettanto frequente quello di soggetti incapaci di ingrassare pur ingerendo 5-6000 calorie al giorno.

INGRASSI ANCHE A DIETA? COLPA DEI MECCANISMI ANCESTRALI
Responsabili in ambo i casi sopra riportati, sono dei meccanismi ancestrali per la sopravvivenza della specie: in caso di carenza protratta di cibo, una maggiore attività insulinica ne incrementa l’assimilazione, mentre contemporaneamente si riducono al minimo i dispendi energetici. Per ovviare a questi effetti, al fine di ottenere cali di peso stabili ed ottimali, occorre considerare:

  1. LA TIPOLOGIA INDIVIDUALE
    È necessario rilevare se il soggetto é del biotipo Androide (predisposto cioé ad accumulare grasso su spalle e tronco) o del biotipo Ginoide (predisposto invece all’accumulo di adipe si fianchi e cosce).
  2. LA DISTRIBUZIONE DEI PASTI E TEMPO DI ASSUNZIONE DEI CIBI
    Il metabolismo non é uguale nel corso della giornata. Il ricambio è più vivace nelle ore di piena luce: nella prima parte della giornata, infatti, prevalgono le funzioni che trasformano il cibo in energia mentre di notte prevalgono le attività ormonali deputate all’assimilazione. Il consiglio é quindi di consumare i carboidrati a colazione e pranzo mentre le proteine prevalentemente a cena.
  3. LA COMPATIBILITA’ ENERGETICA INDIVIDUALE AI SINGOLI ALIMENTI
    La congenialità di un alimento per un determinato soggetto si può verificare agevolmente sottoponendosi ad un biotest di compatibilità vibrazionale. Il test si effettua appoggiando la mano su fogli colorati per vedere con quale colore si ha un aumento dell’energia. “La natura - precisa il dottor Bruno Massa - ci orienta attraverso i colori di frutta e vedura ad una distribuzione stagionale. Considerando un’alimentazione cronologica é possibile calibrare una dieta “a misura d’uomo”.” L’optimum? In inverno, compensare la mancanza di cibi a lunga oscillazione energetica con vivande derivanti da frutti conservabili (orzo, mais, avena) ed abbondare in vitamine del gruppo A, B e C. In estate, invece, tralasciare gli alimenti ad alto contenuto di grassoe fare un pieno di vitamina D ed E.

INGRASSARE O DIMAGRIRE? LO DECIDE L’INSULINA
Quand’é che si dimagrisce? Quando gli adipociti, ovvero le cellule incaricate di immagazzinare i grassi, ricevono l’ordine di smobilitare il grasso accumulato. Ciò si verifica quando la glicemia (il glucosio contenuto nel sangue) ha un valore normale o basso. Se si introducono zuccheri - e quindi in caso di glicemia alta - le cellule adipose sono costrette ad inglobare lo zucchero in eccesso nel sangue, sotto forma di grasso. A regolare la glicemia é l’ormone insulina. Tra i cibi ad indice glicemico alto, che favoriscono il meccanismo della formazione di grasso, troviamo lo zucchero da tavola e tutti gli alimenti dolci. “Questi alimenti - spiega il dottor Bruno Massa - richiedono un brusco intervento dell’insulina per far tornare a livelli normali la quantità di zucchero nel sangue, provocando per reazione la comparsa del senso di fame.” Se si vuole perdere peso o quanto meno non si desidera ingrassare, meglio quindi limitare i cibi zuccherini: oltre a favorire l’accumulo di grasso, fanno venire ancora più fame.

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