Avete passato la soglia dei 40 anni? Ecco due regole d’oro per prevenire il diabete: misurare periodicamente la propria glicemia e fare regolare attività fisica. Di  Elettra de Bauli

Misurare la propria glicemia: un consiglio per tutti ma un “must” per chi è in sovrappeso o ha parenti diabetici. L’esortazione a controllarsi periodicamente viene dai medici specialisti della Fondazione AMD (Associazione Medici Diabetologi), riuniti al Convegno organizzato lo scorso ottobre presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, dedicato alla prevenzione delle complicanze del diabete. Una semplice misura “salvavita” che può svelare il diabete agli esordi, cioè quando non dà alcun sintomo, situazione molto più frequente di quanto si pensi, visto che il 33 per cento dei diabetici italiani non sa di esserlo, anche perché spesso la malattia metabolica non dà alcun segno fino a quando non intervengono i pericolosi effetti collaterali. Altrettanto importante è tenere sotto controllo l’attività fisica, che se fatta con regolarità “può far bene ne più ne meno che i farmaci ‘”, spiegano gli esperti riuniti a Roma. Ecco perché, il presidente della Fondazione Amd, Adolfo Arcangeli, ha lanciato l’appello per una “Giornata senza ruote”: “Lasciamo a casa macchina e motorini e muoviamoci a piedi il più possibile anche nelle grandi città. Una buona pratica può essere quella di comprare un contapassi per misurare l’esercizio fisico giornaliero. E per chi si muove con i mezzi pubblici, il consiglio è di scendere una fermata prima di quella utile, per costringersi a brevi ma salutari passeggiate”.

QUANTE VOLTE?

Di solito il suggerimento è di eseguire l’autocontrollo giicemico prima e dopo ogni pasto e prima di coricarsi la sera. In totale si tratta di sette controlli quotidiani, tre prima e tre dopo i pasti principali ed uno la sera prima di coricarsi, rispettando sempre gli stessi intervalli di tempo.

COME?

Esistono due tipi apparecchi in grado di misurare la glicemia capillare:

• Reflettometri, il cui sistema è costituito da una striscia reattiva che alla presenza di glucosio cambia colore in proporzione all’altezza del suo livello nel sangue.

• Apparecchi a metodica elettrochimica: il glucosio presente nel sangue innescherà una reazione chimica in grado di generare una corrente elettrica che sarà misurata dall’apparecchio.

// campione di sangue, prelevato per mezzo di appositi apparecchi pungidito, viene analizzato circa in un minuto.

 

RICERCA

Estato dimostrato che l’estratto della buccia della patata Caiapo (originaria del Sud America, ma estensivamente coltivata in Giappone) ha effetti benefici sul diabete. “Nei tre anni trascorsi dalla pubblicazione delle evidenze sperimentali che il Caiapo ha effetti benefici sul metabolismo del glucosio in diabetici di tipo 2 – spiega Giovanni Pacini, dell’Istituto di ingegneria biomedica (Isib) del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova – abbiamo continuato a investigare i possibili fattori che caratterizzano l’effetto della patata sui vari meccanismi fisiologici e in particolare sull’aumento dell’insulino sensibilità e sulla diminuzione della emoglobina glicata in soggetti diabetici. In un ulteriore studio si è dimostrato che il miglioramento dello stato metabolico nei diabetici che hanno usato Caiapo può essere dovuto a un incremento della adiponectina, secreta dalle cellule adipose che modula la regolazione di glucosio e dei grassi”. Queste ed altre ricerche lasciano ben sperare almeno per un miglioramento della vita dei diabetici di tipo 2, che secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raggiungeranno, nel 2010, la cifra di circa 215 milioni.