Pillole anti - rughe al posto della chirurgia estetica?
Dalla ricerca sul cancro i sieri antiaging preventivi. E nasce la cosmetico-genetica per far ringiovanire la pelle
MILANO — Antirughe in pillola per donne e creme o emulsioni favorenti l'azione protettiva del testosterone per gli uomini. Il primo in commercio da gennaio, il secondo già in vendita da pochi mesi. In calo gli interventi di chirurgia plastica a vantaggio della cosiddetta medicina estetica. E se vogliamo del fai da te cosmetico. Ma se creme, integratori e sieri — preventivi, rigenerativi o protettivi che siano — danni non ne fanno (in passato sì) il rischio viene da una medicina estetica affidata a chi non ha preparazione specifica. Nel mondo anglosassone si comincia a parlare di «bad practice» (mal pratica) e di negligenze legate solo al desiderio di far soldi.
I numeri del fenomeno chirurgia estetica:
da 202 mila interventi di chirurgia cosmetica o plastica nel 2001 ai 700 mila nel 2005, ma solo il 15% grazie al bisturi (soprattutto seno, addominoplastica, liposuzioni e palpebre). Escluso il naso (rinoplastica). Il resto, 85%, affidato a filler, botulino e laser. Questi sono i dati della Gran Bretagna. Sovrapponibili a Francia e Germania. L'Italia è poco dissimile, nel senso che è arrivata dopo la diffusione a tappeto del lifting al botulino. E sempre più spesso si vedono volti con evidenti segni di paralisi in donne che poi, vergognandosi, raccontano di avere avuto un ictus o un'infezione. Gli anglosassoni hanno perfino coniato il termine Mefistofele look per indicare gli effetti perversi di errori botulinici.
Marko Lens, dell'American Academy of Cosmetic Surgery, chirurgo plastico ricostruttivo a Londra, studio a Milano, conferma: «La cosiddetta medicina estetica sta prendendo sempre più piede. Va bene così, anche se sarebbe meglio che a praticarla siano sempre mani esperte. Non bastano corsi di tre ore, al massimo un fine settimana, su modelli ottimali per poter maneggiare sostanze in cui la competenza chirurgica è importante ». Parla del botulino? «Soprattutto. Sono decine i muscoli del volto, attorno agli occhi, dell'espressione e ognuno sviluppa le sue rughe. Iniettare senza conoscere significa aumentare le possibilità di errore. A quel punto torna in campo lo specialista ». Quali i rischi? «Allergia, intolleranza, effetti collaterali, asimmetrie del volto, palpebre calate». Ossia? «La sindrome influenzale da botulino è un effetto collaterale. Se compare non si deve ripetere il trattamento, ma se chi pratica l'iniezione non ne sa nulla lo ripete. Sbagliando. Vi è poi chi inietta vitamine del gruppo B: non c'è prova scientifica che ringiovaniscano la pelle, in compenso possono dare allergia con tumefazioni che durano giorni. Che alla fine lasciano vuoti nel derma peggiori delle rughette da eliminare. Insomma, troppi impreparati fanno medicina estetica: si guadagna bene e senza molte spese». E se dopo si esce con il Mefistofele look? Come difendersi? «Almeno chiedere le referenze, sul sito dell'Ordine dei medici si vede se uno è laureato e in che cosa è specialista. E diffidare di chi non dice ciò che inietta».
Diverso è il discorso di creme, integratori alimentari, fattori protettivi. La ricerca ha fatto passi da gigante: la pelle va protetta dai radicali liberi per non farla invecchiare precocemente, va nutrita per mantenere o recuperare elasticità e consistenza. Dall'esperienza di Lens nel campo dei tumori arrivano le creme al Dna e un siero che protegge da tutti i radicali liberi: reattivi all'ossigeno ( Ros), all'azoto ( Rns) e alle sostanze carboliniche ( Rcs). Insomma, antisole e antismog. Ma uomo e donna hanno la stessa pelle? «Sì per la protezione », spiega Lens. «No per la comparsa delle rughe», dicono gli scienziati alla ricerca dell'elisir di giovinezza. Questione di ormoni, di compattezza ed elasticità. La pelle del viso dell'uomo è testosterone-dipendente. Grazie all'ormone sessuale maschile è spessa (20% in più di quella femminile), grassa e irrorata. Ha più collagene. Invecchia molto più tardi, dopo i 65. Ma in modo più rapido. Il miglior antiaging? «Preservare l'azione del testosterone».
Novità? Per l'uomo, oltre al siero di Lens, l'emulsione reti-fill: correttore antirughe e antiraggi Uva, contenente retinolo e vitamine antiossidanti. Per le donne, invece, sbarca in Italia C-e-ferulic, ideato dal dermatologo americano della Duke University Sheldon Pinnell: vitamina C pura, vitamina E e acido ferulico. Non solo creme. La pelle è anche ciò che si mangia. Ed ecco i nutricosmetici. A gennaio arriverà il ridensificante cutaneo in pillole (re-age-fermeté): lacto-lycopene, isoflavoni di soia e vitamina C. Combatterebbe rughe e invecchiamento dall'interno. I test di laboratorio dicono: 64% in più di collagene, 79% in più di rinnovamento cellulare. Senza dimenticare i già noti probiotici da bere (per esempio essensis). Il futuro? La cosmetico-genetica: bloccare i geni che invecchiano la pelle o attivare quelli che la fanno ringiovanire. Ma avverte Zelens: «Bisogna prima sapere che cosa accade spegnendo o attivando un gene. La Natura ha ordini da rispettare». |