Allo studio una pillola salva-memoria
Una pillola salva-memoria. Secondo i primi test, la molecola, messa a punto da un ricercatore dell'Università della California, è in grado di aiutare gli smemorati, ma anche la capacità di concentrazione dopo notti insonni. Al momento è solo una sigla, CX717, ma per lo scienziato che la sta sperimentando potrebbe essere utilizzata per trattare il «jet lag» e malattie neurologiche come l'Alzheimer. La molecola, che appartiene alla famiglia delle ampachine, «agisce migliorando la comunicazione fra i neuroni - spiega Gary Lynch, lo scopritore, su “New Scientist” - che subisce delle defaillance quando si è stanchi. Aumenta i livelli di una sostanza nel cervello, che rende più semplice imparare e ricordare». Prima che la compressa salva-memoria arrivi sul mercato, sono necessari ulteriori test.
Fonte. Adnkronos
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