Questo articolo sull’alopecia areata è stato pubblicato sulla rivista lapelle.it. La patologia in questione non ha ancora trovato soluzione certa e definitiva ma la scienza medica ha fatto passi da gigante. Auguriamoci che questa invalidante malattia dal punto di vista sociale possa essere guarita miglirando così la qualità della vita dei pazienti.

Il trattamento medico dell’alopecia aereata è cambiato negli ultimi dieci anni. I dermatologi devono informare i pazienti delle diverse opzioni, gli effetti collaterali, le possibilità di risultato positivo. La scelta del trattamento d’elezione è una decisione da prendersi insieme con il paziente e la sua famiglia.

Fonte: lapelle.it

L’alopecia areata é una malattia molto frequente, a predisposizione genetica, caratterizzata dalla perdita di capelli,che può colpire uomini, donne e bambini. La sua causa non é ancora completamente conosciuta e forse esistono vari sottotipi provocati da diverse cause.
Attualmente si crede che l’alopecia areata sia una malattia autoimmune in cui cellule del sistema immunitario si aggregano intorno ai follicoli e gli impediscono di produrre le fibre dei capelli.

I pazienti presentano frequentemente tratti neurotici e questo ha fatto pensare ad una componente psicosomatica. Lo stress é una importante fattore precipitante nell’ alopecia areata ma fino ad ora é stata solo dimostrata una certa correlazione statistica.

L’esordio dell’alopecia areata è quasi sempre improvviso principalmente a livello del cuoio capelluto o della barba, prive di peli e per lo più senza alcun segno di infiammazione. Altre sedi possono essere le ciglia, le sopracciglia , il pube o qualsiasi altra parte del corpo dove ci sono peli. In base all’estensione clinica , l’alopecia areata può essere distinta in una forma a chiazze singole o multiple, in una alopecia totale (AT) che coinvolge tutto il cuoi capelluto ed in una forma universale (AU) che interessa tutti i peli del corpo.

I dermatologi diagnosticano l’alopecia areata scartando altre eventuali cause di perdita dei capelli ed attraverso un riavvicinato esame delle chiazze. Sulla tipica lesione si possono vedere, al margine dell’area calva, dei peli chiamati a punto esclamativo . Si tratta di peli corti, di appena 3 mm, con diametro e colore che si riducono progressivamente, e che cadono in circa 1-2 settimane. Altro segno clinico caratteristico delle forme più gravi è il pelo cadaverizzato , che appare ad occhio nudo come un piccolo punto nero sulla cute alopecica. Nelle forme acute, talvolta, a livello del cuoio capelluto possono essere presenti delle follicoliti. Spesso le persone affette da alopecia areata hanno anche una distrofia delle unghie. I capelli bianchi sono per lo più risparmiati della malattia che infatti sembra prediligere maggiormente i soggetti con i capelli scuri. Inoltre quando i capelli ricrescono sono inizialmente bianchi o di un colore più chiaro dell’originale ed una ciocca bianca può persistere anche per anni dopo la guarigione. Una presentazione insolita della malattia è quella in cui, invece, la perdita dei capelli non è localizzata ma diffusa, in questo caso si parla di alopecia areata incognita e quindi va fatta una diagnosi differenziale con il telogen effluvium altra patologia del capello.