Caffè e zucchero
L’accoppiata caffè-zucchero è la sveglia mattutina di molti italiani e il pretesto durante la giornata di piccoli pause. Ma è un'abitudine davvero innocua?
Secondo Paul Eck e Lawrence Wilson (“Metalli tossici: funzioni e incidenze nella salute dell’uomo”, ed. Sinai) il caffè, in quando prodotto alimentare manipolato, è una delle più comuni sorgenti di intossicazione da cadmio, utilizzato nelle confezioni e nei rivestimenti. “L’intossicazione da cadmio – precisano i due studiosi - è intimamente associata alla comparsa dei vari cancri maligni. Un’alta percentuale di pazienti affetti da cancro, prima o poi, rivelano un’intossicazione da cadmio”.
D'altra parte non bisogna dimenticare che il caffè viene contaminato da solventi considerati cancerogeni, permessi nel processo di produzione ( “La cura di tutte le malattie” della dott.ssa Hulda R. Clark, ed. Macroedizioni). Si tratta di solventi e ammoniache derivati dell'acido borico, assieme ad altre sostanze non meno nocive. Questi solventi, giudicati “tecnicamente inevitabili”, si ritrovano anche nel prodotto finale.
Da questo punto di vista è ancora peggio il caffè decaffeinato, inquinato da alcol propilico e che alla fine della sua lavorazione contiene esano e pentano, potenzialmente tossici.
Ma come si fa il caffè decaffeinato? I chicchi vengono trattati con vapore, poi l’estrazione di caffeina avviene con acetato di metile e diclorometano. Il solvente viene recuperato con la caffeina, di cui l’industria farmaceutica è ghiotta, poi avviene il lavaggio e l'essiccazione. Purtroppo però il solvente non è idrosolubile, e la loro tossicità è pari alla benzina.
La torrefazione inoltre aggiunge, fra le altre sostanze, un elemento tossico complesso: la "caffeotossina", che anche se presente in minori quantità, supera la caffeina come tossicità. Oltre la caffeotossina viene prodotta anche la micotossina, che provoca danni a pancreas e conduce al diabete.
Passiamo ora al dolce zucchero.
Lo zucchero industriale è un prodotto molto lavorato dal punto di vista industriale e i processi adottati per produrlo impiegano sostanze nocive. Ma al di là della produzione dell’industria saccarifica, lo zucchero bianco non apporta nessun vantaggio alla dieta, anzi… Oltre all’apporto nullo di vitamine e oligoelementi, per permettere il suo assorbimento, il nostro organismo deve sacrificare buona parte delle sue risorse di vitamina del gruppo B. Ricordiamo che il crescente aumento delle depressioni e di esaurimenti nervosi è dovuto in gran parte alla carenza di vitamina B1 e B5. Lo zucchero bianco, poi, compie un’azione demineralizzante, decalcificante (favorendo l’osteoporosi) e agevola i processi fermentativi, con conseguente aumento di flora batterica tossica per l’intestino.
Anche il nostro sistema endocrino si sbilancia per l’introduzione di quest’elemento che non esiste in natura, e di conseguenza ne risente il nostro umore.
Con questo non si desidera fare in modo che le persone smettano di bere caffè e zucchero, anche perché è diventato uno status simbol della società moderna, ma perlomeno renderle più consapevoli, più attente. Un caffè ogni tanto non fa male, come non fa male gustarselo magari con una bella porzione di panna, ma con la consapevolezza di quello che si beve.
Certo, lo si potrebbe anche sostituire con qualcosa di più sano, come infusi, tè, succhi, centrifugati, ma anche solo acqua, che bevuta tiepida calda al mattino è un elisir di lunga vita per le sue qualità.
E per dolcificare? Oltre a fruttosio e miele, possibili sostituti potrebbero essere il malto, il succo di agave o di acacia.
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