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Dieta iposodica
Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 
Il sale, una fonte di iodio >>

 

 

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Il sale richiede moderazione

Responsabile dell'ipertensione arteriosa, di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Causa di ritenzione idrica.

E’ il cloruro di sodio, costituente del sale comune: un grammo di sale ne contiene circa 0,4 g. Anche se tutti lo fanno, non sarebbe assolutamente necessario salare gli alimenti, dato che il sodio che contengono è già sufficiente a coprire le necessità dell'organismo. Diminuire il consumo di sale costituisce infatti un importante mezzo di prevenzione e anche di cura. La dose di sale consigliata consiste al massimo in 6 g al giorno, corrispondente a circa 2,4 g di sodio. Attualmente in Italia il consumo medio è di circa 10 g corrispondenti a 4 g di sodio. Il sale che introduciamo con la nostra dieta deriva da diverse fonti: c’è quello contenuto naturalmente negli alimenti (come acqua, verdura, frutta, pesce), una quota rilevante proviene poi dai cibi ai quali il sale viene aggiunto durante le trasformazioni industriali, per ragioni di conservazione o di gusto (formaggi stagionati, prosciutti, insaccati). Biscotti, merendine, cornetti, che solitamente - ed erroneamente - non vengono considerati ricchi di sale, per il loro consumo quotidiano sono in realtà un'importante fonte di sodio rispetto a cibi che, in assoluto ne possono contenere percentuali anche maggiori, ma che mangiamo meno spesso. Anche se siamo degli impenitenti ''salatori'' di cibo, non dobbiamo scoraggiarci: il nostro palato si rieduca facilmente ad alimenti meno salati, per cui diminuirne la quantità non è difficile specie se si prova a sostituire il sale con spezie (pepe, paprica, curry, noce moscata), erbe aromatiche (basilico, prezzemolo, origano, rosmarino, alloro, menta, salvia), aglio, cipolla, peperoncino, succo di limone, aceto e così via. In un altro tipo di sale, considerato dietetico, il cloruro di potassio sostituisce una percentuale di cloruro di sodio: il suo consumo è destinato soprattutto alle persone affette da ipertensione arteriosa ed a quelle con ritenzione idrica. Quanto ai bambini, almeno nei primi dodici mesi di vita non bisogna aggiungere sale nelle pappe. In seguito, è bene limitare l'uso di condimenti contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salse) e scegliere quando è possibile prodotti a basso contenuto di sale.

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