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Dieta e sovrappeso
Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 

 

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Il 66% degli Europei e degli Americani si sente in sovrappeso

Il 66% degli americani e degli europei si vede grasso. Tanto che uno su due è stato a dieta nel corso dell'ultimo anno, e il 37% - cioè quasi due persone su cinque - è convinto che nei prossimi cinque anni dovrà fare i conti con nuovi chili di troppo. E' quanto emerge dall'Osservatorio su Dieta e Stili di Vita 'firmato' Herbalife International, grazie a un'indagine su circa 5.000 adulti in Usa, Russia, Germania, Italia e Francia. Obiettivo, costituire un centro permanente per monitorare - ogni due anni circa - sovrappeso e obesità. Dal confronto emerge che a temere il dilatarsi del girovita nei prossimi cinque anni sono soprattutto i russi (40%), seguiti da francesi (39%), americani (38%), italiani (37%) e tedeschi (30%). A vedersi più 'pesanti', invece, sono gli americani (74%) e i tedeschi (70%), seguiti da italiani (67%), francesi (61%) e russi (51%). Sia negli Usa che in Europa è forte la tendenza a ridurre il numero dei pasti in famiglia (un calo segnalato dal 31% degli italiani intervistati, contro il 29% in Russia, il 27% in Germania e il 24% negli Stati Uniti). Gli europei sono più affezionati alla prima colazione rispetto agli americani. A non rinunciarvi sei o sette giorni alla settimana è il 78% dei francesi, il 75% degli italiani, il 67% dei russi e il 63% dei tedeschi, contro il 44% degli americani. Francesi e italiani sono i più inclini a consumare tre pasti al giorno e a evitare gli snack fra un pasto all'altro. ''Molte persone, quando si mettono a dieta, sono attirate in un ciclo di tentativi con diversi approcci dietetici, che non hanno nulla a che vedere con le loro necessità specifiche. Se ottengono risultati, si tratta di risultati rapidi e temporanei'', commenta David Heber, direttore e fondatore del Centro per l'Alimentazione Umana dell'Università di Los Angeles, California, nonché presidente del Comitato scientifico consultivo Herbalife.


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