NOCCIOLE, OCCHIO A NON ESAGERARE!
In "splendida solitudine" o in compagnia di altre gioie del palato, la nocciola è una delle varietà di frutta secca (o, meglio, frutta oleosa, per distinguerla da quella, sempre essiccata, ma non grassa, come albicocche, fichi, datteri, prugne e simili) che meglio si presta ad essere utilizzata in modo tanto sfizioso quanto potenzialmente nocivo per la linea, soprattutto in vista delle ferie natalizie e del calderone calorico della maratona di cibo. Eccellenti da sole, al pari delle noci e delle mandorle, con cui ovviamente possono essere accompagnate con profitto, le nocciole sono anche la componente base di eccellenti dolci. Favoloso - e letale - l'abbinamento con il cacao, sia nelle popolari creme spalmabili, che nell'altrettanto gustoso nocciolato e nelle stesse tavole di cioccolata, al latte o fondente, con pezzi di frutta interi o triturati o anche nelle varie forme pralinate, a cominciare dal "gianduia".
Nutrizionalmente parlando, le nocciole sono uno degli alimenti più ricchi di calorie e lipidi in assoluto. A loro vantaggio, si può ricordare la qualità dei grassi, che hanno una prevalente componente monoinsatura e una bassissima quota satura, un po' come accade nelle olive (e ovviamente nell'extravergine che ne deriva). Inoltre, gole profonde a parte, si tratta di un alimento normalmente consumato a piccole dosi, da 10-15-20 grammi effettivi, che potrebbero, a volere o a dover essere fiscali con se stessi e con il proprio bilancio energetico, essere impiegate in sostituzione di un cucchiaio di olio di condimento. La nocciola è originaria dell'Asia Minore, ma era già nota ai Romani. Oggi è coltivata in alcune aree del Centro-Sud ma anche nel Piemonte.
FONTE: Repubblica Salute
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