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Dieta e carboidrati
Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 

 

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Dieta dei carboidrati: Pochi carboidrati, molti dubbi

 Le diete che promettono forti perdite di peso eliminando i carboidrati sono sicure solo nel breve periodo: per dimagrimenti più duraturi offrono pochi vantaggi, e i fattori di rischio sono ancora in fase di studio

saniNews - Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, sugli effetti a lungo termine delle diete con basso apporto di carboidrati rimangono troppi interrogativi irrisolti perché i medici possano consigliarle ai propri pazienti.

 «I pazienti che vogliono provare questo tipo di dieta», scrivono il dottor Arne Astrup e i suoi collaboratori della RVA University di Copenhagen, «devono sapere che la perdita di peso, se ottenuta, è sicura solo a breve termine, cioè fino a sei mesi».

 I ricercatori hanno esaminato diversi studi condotti sulle diete a basso contenuto di carboidrati, e soltanto tre di questi studi hanno valutato diete durate oltre 90 giorni. Dopo sei mesi con una dieta a basso apporto di carboidrati la perdita di peso era maggiore che non con diete a minore contenuto calorico, ma nei due soli studi durati 12 mesi non era stata evidenziata alcuna differenza tra i due tipi di dieta.

 Il gruppo di ricerca di Astrup sottolinea la necessità di disporre di studi di durata sufficiente a valutare gli effetti della dieta su alcuni fattori di rischio per infarto e ictus, quali i livelli di colesterolo.

 Servono maggiori informazioni sul contenuto di fibra e di micronutrienti, sugli effetti sulla funzionalità renale e ossea, sulla correttezza nutrizionale, sul rispetto della dieta, sulla qualità di vita e sul rischio di tumore.

 Fino ad allora l’evidenza scientifica prevalente è che per chi vuole perdere peso e mantenere i risultati, la migliore raccomandazione è quella di modificare la propria alimentazione in modo definitivo assumendo meno calorie e grassi e praticando un’attività fisica.

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