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Troppe carenze sulla tavola degli italiani
Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).
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La dieta migliore è quella che più ci piace
Per dimagrire bisogna rinunciare ai grassi o ai carboidrati? Oppure a nessuno dei due, perché l'importante è mantenere il controllo sulle calorie?
Quale sarà il modo più veloce ed efficace? Quante volte dovendo scegliere una dieta di quelle che si leggono sui giornali o che ci ha consigliato qualche amico, ci si trova di fronte a questi dilemmi?
Ma è inutile starci a pensare troppo. Secondo alcuni nutrizionisti del centro sanitario Tufts-New England di Boston, infatti, tra i programmi dietetici "fai da te" più in voga non ci sono differenze sostanziali e tutti portano allo stesso risultato: una moderata perdita di peso.
Diete alla moda. Michael Dansinger e i suoi colleghi hanno studiato diverse tipologie di dieta su 160 adulti tra i 22 e i 72 anni in sovrappeso o obesi. Divisi in quattro gruppi i volontari hanno seguito per un certo periodo uno dei quattro programmi dietetici “fai da te” tra i più noti: il metodo Atkins, che riduce i carboidrati senza controllare invece i grassi; la dieta a Zona, basata sul rapporto calorico 40-30-30 tra carboidrati, proteine e grassi; la Weight Watchers che richiede l'assunzione di una bassa quantità di calorie; e la Ornish su base vegetariana.
Dopo un anno, i ricercatori hanno scoperto che chi aveva seguito la dieta in modo ferreo (circa un terzo di persone in ciascuno gruppo), indipendentemente dal tipo di dieta, aveva perso circa il 7 per cento del suo peso iniziale, senza trovare differenze tra i diversi gruppi.
Fare la scelta giusta. Ma seguila fino in fondo. Per il team di scienziati che ha guidato la ricerca quindi non è fondamentale quale dieta - tra quelle non persoinalizzate - si segue, l'importante è rispettarla e seguirla fino al termine. «Diete differenti possono tutte funzionare per le diverse persone. La questione è quale sia la loro preferita» afferma Ernst Schaefer della Tufts University di Boston. |
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