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Dieta - Pasti sostitutivi

Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 

 

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PRANZO O BARRETTA? LA VERITÀ SUI PASTI SOSTITUTIVI

Le più famose sono le barrette, ma si trovano anche i beveroni caldi o freddi, le mousse e le zuppe. I pasti sostitutivi sono tra i cult dei fanatici della dieta. Ma funzionano davvero? Se lo sono chiesti anche in Inghilterra, dive uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal ha dimostrato come si possono perdere sei chili in sei mesi.
Lo studio è particolare non solo perché per la prima volta sono stati reclutati dei volontari che, sotto il controllo medico, si sono sottoposti a una dieta a base di sostituti dei pasti per sei mesi, ma soprattutto perché il tutto è stato fatto con la collaborazione della rete televisiva inglese più famosa, la BBC. La televisione inglese ha pubblicizzato lo studio clinico e ha reclutato i volontari che hanno deciso di sottoporsi a questa sorta di sperimentazione. Chiaramente la BBC ha trasformato la ricerca in chiave-reality, seguendo passo passo le storie dei partecipanti: una sorta di esempio di marketing, dimagrimento e studio clinico.

Lo studio ha però dimostrato che i programmi di perdita di peso facilmente reperibili al supermercato possono aiutare solo coloro che sono lievemente in sovrappeso e che si predispongono soprattutto mentalmente a fare qualche rinuncia.
E così si è reso palese quello che tutti avevano più o meno intuito: le diete lampo non funzionano. Magari qualche chiletto se ne va, ma se si è golosi e non motivati, gli sforzi si vanificano in breve.

Fonte: Truby H et al. Randomised controlled trial of four commercial weight loss programmes in the UK: initial findings from the BBC "diet trials". BMJ 2006;332:1309-1314, doi:10.1136/bmj.38833.411204.80.

Per chi deve (o vuole) ''stare a dieta'' ma è costretto a mangiare spesso fuori casa, da diversi anni sono disponibili numerose alternative al ''solito panino'', dove la praticità d'utilizzo si accompagna a un valore calorico molto limitato

CHE COSA DICE LA LEGGE

Solo i prodotti con marchio CE dal 1999 possono essere commercializzati con la dicitura "destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso". Secondo questa normativa, un pasto sostitutivo deve possedere caratteristiche ben precise:

  • Avere un contenuto calorico compreso fra le 200 e le 400 Kcal.
  • L'energia fornita dalle proteine (protidi) deve rappresentare il 25-50% dell'energia totale per porzione. L'apporto proteico di un pasto sostitutivo è particolarmente valido se è costituito da proteine di origine animale, che forniscono tutti gli aminoacidi essenziali (proteine ad alto valore biologico). Le proteine fornite da una porzione rappresentano di norma un quarto circa del fabbisogno proteico giornaliero totale, da integrare con i rimanenti pasti; perciò è importante limitare ad un solo pasto l'utilizzo di questi sostituti.
  • I grassi (lipidi) non devono superare il 30% della quota calorica. Inoltre il 30% dei grassi contenuti in una porzione dovrebbe essere rappresentato da lipidi insaturi (almeno un grammo di acido linoleico).
  • Il contenuto di vitamine e minerali deve rappresentare circa il 30% delle rispettive dosi giornaliere raccomandate (RDA), il potassio non deve essere meno di 500 mg per pasto.
  • Limiti anche per il contenuto in fibre. Una quantità troppo elevata potrebbe ostacolare l'assorbimento di determinati nutrienti come calcio, ferro, magnesio e zinco.

Infine, gli zuccheri. Generalmente il contenuto di queste sostanze è basso, con un utilizzo preferenziale di edulcoranti sintetici (a basso tenore calorico). Per questi ultimi occorre prestare attenzione a non superare la dose giornaliera consentita.

I VANTAGGI REALI DELLE BARRETTE

Se si è fatta luce sulla limitata efficacia delle barrette sostitutive, è altrettanto vero che questi pasti “tascabili” qualche vantaggio lo offrono comunque. Innanzitutto forniscono tutte le sostanze nutritive indispensabili con un limitato contenuto calorico (circa 200-400 calorie); la restante parte della razione alimentare giornaliera deve però essere attentamente calcolata ed equilibrata.

In secondo luogo, a parità di calorie, sono in grado di provocare un senso di sazietà maggiore di quello raggiunto dopo il consumo di alimenti tradizionali. Questa caratteristica è determinata da un contenuto di fibre piuttosto elevato: le fibre alimentari inglobano acqua a livello gastrico formando una massa gelatinosa che determina un senso di sazietà. Ed ecco spiegata la necessità di bere molto nel caso in cui si scelgano i pasti sostitutivi per incentivare la perdita di peso. Essendo addizionati di vitamine e minerali, questi prodotti hanno il vantaggio di fornire una buona integrazione di questi nutrienti con un basso apporto di calorie. Infine, dettaglio non certo trascurabile, sono molto pratici, soprattutto per coloro che sono costretti a pranzare fuori casa.

INTOLLERANZE? OCCHIO A…

Le proteine del latte. Molti pasti sostitutivi ne contengono
Uova. Attenzione agli allergici, perché ce ne può essere traccia anche nella baretta.
Proteine. Una grande quantità è controindicata nei soggetti con problemi a livello renale (o con insufficienza epatica).
Fruttosio. Non solo i diabetici, ma anche i soggetti intolleranti potrebbe dare problemi.

Dieta - Pasti sostitutivi

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