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Cereali contro Diabete

Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 

 

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DIABETE: DEBELLARLO A SUON DI CEREALI

Magnesio e cereali integrali. Sarebbero questi gli ingredienti-principe della dieta anti diabete.Un’alimentazione ricca di questi nutrienti infatti, secondo uno studio eseguito negli Stati Uniti su donne di origine africana, riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, non insulino-dipendente.

Il gruppo autore dell'indagine (Harvard School of Public Health di Boston), guidati dal dottor Rob Van Dam, ha incentrato l'attenzione sulle donne di colore, perché i precedenti studi riguardavano prevalentemente la popolazione bianca e poi perché più facilmente rispetto alle bianche, se ne ammalano. Per comprendere, dunque, se l'assunzione di questi minerali potesse essere in qualche modo legata allo sviluppo di diabete di tipo 2 in questa etnia, i ricercatori studiarono scientificamente ben 41.186 donne afro-americane, non diabetiche, constatando che ben 1964 di queste avevano sviluppato il diabete di tipo 2. Oltre a modificare lo stile di vita, ridurre l'assunzione di carne rossa e grassi saturi, le donne che consumavano molto magnesio riducevano del 31 per cento il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
E' solo una delle ultime indagini che riguardano le piante medicinali/alimentari, come ad esempio la curcuma (Curcuma longa) contenente curcumina che numerosi studi indicano ridurre la glicemia. L'Artocarpus heterophyllus (Fam.: Moracee), albero o arbusto sempreverde, è un'altra pianta, nativa dell'India e della Malesia, il cui frutto è molto noto nel sud-est asiatico, sperimentalmente ha dimostrato un'ottima capacità antidiabetica. Adoperata nella Medicina tradizionale anche dagli abitanti delle isole Mauritius, l'Artocarpus, le cui radici vengono adoperate in caso di diarrea, o febbre, mentre la polpa del frutto è considerata un tonico, ha dimostrato sperimentalmente, in un recente studio scientifico, di inibire l'alfa-amilasi. Capacità quest'ultima di notevole rilievo in quanto ciò potrebbe essere usato (anche una sostanza singolarmente isolata) nella cura del diabete. L'alfa-amilasi, infatti, è l'enzima digestivo prodotto da pancreas e paratiroide, in grado di trasformare l'amido in glucosio.
Non tralascio altre piante quale, ad esempio, la Salacia oblunga che legandosi ad altri enzimi intestinali, l'alfa glucosidasi, sono in grado di diminuire la glicemia con meccanismi simili a quello di alcuni farmaci convenzionali.

FONTE: Repubblica Salute

 

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