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Cellulite e dieta

Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 

 

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PELLE A BUCCIA D'ARANCIA? Sarà stata la dieta

Più cellulite dopo la dieta

Roma. Brutte notizie per i forzati delle diete. Perdere peso non aiuta a liberarsi della cellulite, anzi può contribuire a peggiorarla. E' quanto emerge da un recente studio americano, pubblicato dalla 'Bbc', dedicato alla cosiddetta 'pelle a buccia d'arancia', incubo dell'85% del gentil sesso. Un team di chirurghi statunitensi ha monitorato 29 donne messe a 'regime' arrivando ad una scoperta del tutto inattesa: le più magre, che avevano perso solo una modesta quantità di peso, alla fine del trattamento avevano subito un visibile aumento della pelle a buccia d'arancia. E la spiegazione è semplice: la perdita di elasticità della pelle.

Esperti britannici di chirurgia plastica spiegano che la pelle a buccia d'arancia è un fatto naturale e che allo stato attuale non esiste una cura veramente efficace per eliminarla. "La cellulite fa parte della vita, è un fenomeno congenito e non esiste alcuna cura efficace", afferma Douglas McGeorge, della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons. La cellulite si può sviluppare su pancia, cosce e glutei e l'avanzare dell'età la rende più evidente a causa del raggrinzirsi della pelle. Gli esperti consigliano di combattere gli inestetismi con l'attività fisica e bevendo grandi quantità di acqua, eppure ogni anno si spendono milioni in creme e altri prodotti portentosi solo in teoria

.Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'American Society of Plastic Surgeons. Le donne sono state iscritte a un programma di controllo medico del peso, che includeva diete e interventi medici o chirurgici anti-obesità. Per ognuna è stato calcolato, prima e dopo il 'regime', il Bmi (body mass index), che serve a indicare la massa corporea e dunque il peso ottimale. Alla fine dell'esperimento 17 donne hanno riscontrato un miglioramento visibile della loro cellulite, mentre per 9 la pelle a buccia d'arancia e' aumentata. Le pazienti che hanno tratto maggior giovamento dalla cura, segnalano i ricercatori, sono quelle che, partite da un elevato Bmi, hanno perso piu' peso e sono riuscite ad abbassare significativamente l'alta percentuale di grassi iniziale. Coloro che, invece, erano gia' relativamente magre, avevano un basso indice Bmi e hanno smaltito meno grassi, hanno ottenuto addirittura un peggioramento dell'aspetto della loro cellulite. 'Cruciale' in questo caso, sottolineano gli esperti, la perdita di elasticità della pelle.

"La cellulite non è un problema specifico delle persone sovrappeso -spiega John Kitzmiller, chirurgo plastico e coautore dello studio- anche se l'eccesso di grasso può peggiorarne la condizione". "Abbiamo scoperto che la perdita di peso in pazienti obesi migliora, pur non risolvendo il problema, l'aspetto della cellulite nella maggioranza dei pazienti, ma -conclude il chirurgo- in una parte di loro ne peggiora la condizione".

Fonte: Adnkronos

 

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