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La pasta terapeutica
Alimentazione ed educazione alimentare  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 
Calorie a bada se il piatto è ben presentato >>

 

 

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Alimentazione: arriva la pasta "terapeutica"

Perugia, .(Adnkronos Salute) -

Beneficiare delle virtu' 'terapeutiche' della soia senza dover rivoluzionare le abitudini alimentari, ma nutrendosi di uno degli elementi base della dieta mediterranea: la pasta. E' quanto promette una pasta 'speciale', che unisce alla tradizionale semola selezionata di grano duro un estratto naturale di germe di soia, ricco di isoflavoni, sostanza naturale antiossidante che aiuta a contrastare l'insorgenza e l'evoluzione di molte malattie. La 'pasta-terapeutica' e' il risultato di uno studio condotto dal professor Antonio Morelli, Ordinario di Gastroenterologia e direttore della Clinica di Gastroenterologia ed Epatologia dell'Universita di Perugia e dal Professor Kenneth Setchell, del Dipartimento di Pediatria del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati, nell'Ohio (Usa). Il prodotto, presentato oggi nella sede dell'Associazione Industriali di Perugia, e' prodotta dalla Bianconi S.p.A. di Giano dell'Umbria su licenza della Aliveris S.r.l. La distribuzione, nel nostro paese, iniziera' la prossima settimana. Obiettivo dichiarato dello studio: creare un alimento che potesse avere gli effetti positivi della soia, senza perdere il gusto e la consistenza della pasta, che potesse essere di largo consumo e non modificasse le abitudini alimentari del mondo occidentale. ''Possiamo, insomma, definirla l'alimento del terzo millennio, buono e salutistico'', ha detto il professor Morelli. Un piatto di 80 grammi - hanno spiegato gli esperti - e' costituito da 78,5 g di semola di grano duro e di 1,5 grammi di estratto di germe di soia, contenente circa 33 mg di isoflavoni, valore soglia per ottenere effetti biologici positivi. ''La pasta - ha spiegato il gastroenterologo - e' stata testata sull'uomo per valutarne gli effetti sull'apparato cardiovascolare. Trentuno persone con ipercolesterolemia hanno mangiato, per 4 settimane, 80 grammi di pasta 'tradizionale' o 80 grammi di pasta al germe di soia al 2%. Abbiamo ottenuto risultati strabilianti - ha riferito Morelli - perche', dopo un mese, nei volontari che avevano mangiato la pasta al germe di soia il colesterolo 'cattivo' si era ridotto del 6,5%. Si e' inoltre registrata una riduzione dello stress ossidativo del 20% e del livello di infiammazioni, mentre e' aumentata del 37% l'elasticita' vascolare. Con una riduzione quindi - ha aggiunto Morelli - del rischio di malattie vascolari''. I partecipanti allo studio hanno riferito inoltre una diminuzione e in alcuni casi un'assenza di pesantezza e una piu' facile digeribilita'. Questo ha portato gli studiosi a valutare se l'assunzione della pasta potesse modificare i tempi di svuotamento gastrico. Su 20 soggetti sani e' stato quindi controllato il tempo di svuotamento tra pasta convenzionale e pasta al germe di soia che, per questa ultima e' risultato inferiore del 27%. Un ulteriore test e' stato condotto su 5 persone per valutare l'aumento della glicemia dopo la somministrazione di pane e pasta normale e dopo quella di pasta al germe di soia. L'indice glicemico si e' ridotto con la pasta 'speciale' dell'8%, con conseguenti effetti favorevoli nei pazienti con intolleranza al glucosio e con diabete di tipo II. Il professor Kenneth Setchell, noto come la massima autorita' nel campo delle sostanze fitoprotettive e scopritore nel 1980 degli isoflavoni, ha spiegato infine che ''una dieta ricca di isoflavoni risulta preziosa anche per lo stress fisico, la salute delle ossa e delle articolazioni, la salute delle donne in menopausa, la conservazione dell'efficienza mentale, la protezione contro gli effetti negativi dell'alcol, la regolazione del metabolismo degli zuccheri, la salute del fegato,il controllo dei problemi legati all'obesita', alla demenza e all' Alzheimar.

La pasta terapeutica

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