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Alimentazione e cultura
ALIMENTAZIONE / DIETA ALIMENTARE  

Troppe carenze sulla tavola degli italiani

Si mangia meno pasta e si beve poco latte, ma al Nord piace sempre più l'olio d'oliva. Frutta, verdura, legumi e cereali (e quindi le fibre) in media non bastano, come pure il pesce. Ma, soprattutto, nel menù degli italiani scarseggiano calcio, vitamina D e omega 3. Questi alcuni dei dati emersi da un monitoraggio semestrale delle abitudini alimentari di 8.000 italiani dai 3 anni in su, coinvolti nel primo screening nazionale sulla nutrizione dell’«Osservatorio Nutrizionale Grana Padano», condotto in collaborazione con i medici di famiglia della Simg (Società italiana di medicina generale) e i pediatri di famiglia (Fimp).

 

 
Calorie a bada se il piatto è ben presentato >>

 

 

L'alimentazione influenzata dal tipo di attività e dal livello culturale


Una ricerca dell’Iss individua cinque categorie di italiani e le rispettive abitudini a tavola

L’alimentazione più sana la seguono le donne italiane del Sud, gli anziani morigerati e i ragazzi che fanno colazione. Non altrettanto si può dire di tutti coloro che, per ragioni di lavoro, consumano il pasto fuori casa.
E' quanto emerge dalla prima fotografia dettagliata degli italiani a tavola, “scattata” dall'Istituto Superiore di Sanità sulla base di un'indagine Istat. Lo studio, condotto su un campione di oltre 115 mila persone con più di 14 anni, è finora l'unico in grado di fornire dati a livello nazionale sulle abitudini e gli stili di vita degli italiani. “Le abitudini alimentari della popolazione sono strettamente correlate alle condizioni economiche, al lavoro, all'età, al genere e agli stili di vita degli italiani” afferma Susanna Conti, del Centro nazionale di Epidemiologia dell'ISS, commentando i risultati dell'indagine.
Si è visto così che chi lavora mangia diversamente rispetto a chi si siede alla tavola di casa, che gli anziani non amano la carne, ma non impazziscono per pasta, pane e riso, e che le donne dall'alimentazione più equilibrata sono quelle del Sud.
Ci sono differenze anche fra chi è costretto a mangiare fuori casa per motivi di lavoro: chi svolge lavori manuali, per esempio, spesso pranza con un panino ripieno di insaccati, accompagnato da birra o vino; professionisti e impiegati, invece, consumano uno spuntino veloce al bar o al ristorante e si muovono pochissimo. Al contrario, gli studenti seguono una dieta ricca e proteica, motivata dall'intensa attività fisica praticata nel tempo libero.
Dall’analisi condotta è emerso che gli italiani, in base alle loro abitudini alimentari, alla loro età e allo stile di vita, possono dividersi in cinque tipologie.
Gli anziani: preferiscono un'alimentazione sana e leggera. Per colazione si preparano solo tè o caffè, rimandando il vero pasto a pranzo. Solo una volta a settimana scelgono cibi proteici (carne, uova e formaggi); 1-2 volte scelgono pasta, pane o riso, mentre mangiano molta frutta e verdura, anche più di una volta al giorno. Preferiscono acqua di rubinetto a quella minerale e ad altre bevande (bibite gassate, vino, birra, succhi di frutta). Non fumano quasi mai, non praticano attività fisica, ma fanno lavori pesanti in casa.

Dirigenti e liberi professionisti: mangiano in fretta qualcosa al bar (sono il 17,7%, con istruzione elevata e residenti al Nord o al Centro Italia). Per loro è la cena il pasto principale. Una o due volte al giorno mangiano carboidrati, insaccati, vegetali e latte. Solo una volta a settimana uova, carne o pesce. Chi mangia fuori casa consuma più acqua minerale, ma non disdegna vino o birra, anche fuori pasto, fuma, raramente fa sport e soffre di allergie.

Poveri e disoccupati: il 13,6% della popolazione, sono accomunati da un basso livello di istruzione. Mangiano soprattutto un panino con insaccati (1-2 volte al giorno) e burro; solo una volta a settimana arrivano sulla loro tavola frutta, verdura, uova, pesce e formaggio. Non fanno colazione, fumano, sono forti bevitori (oltre un litro di vino o birra durante i pasti e fino a 3-4 bicchieri di vino fuori pasto). Soffrono soprattutto di ulcera.

Gli studenti: tavola ricca e sana per i giovani che non hanno ancora terminato gli studi (10,9% degli italiani). La colazione è il pasto principale degli studenti, che più volte al giorno aprono il frigorifero anche fuori dai pasti in cerca di spuntini ricchi di proteine (uova, insaccati, carne, pesce, latte, formaggio). Consumano anche molto burro, pane, pasta e riso (1-2 volte al giorno), frutta e verdura. Bevono fino a un litro di birra o vino, (1-2 volte a settimana anche fuori dai pasti).

Le donne del Sud: sono quasi un terzo (31,4%) della popolazione e sono soprattutto casalinghe, studentesse o pensionate. Pranzano a casa e 1-2 volte a settimana mangiano uova, pesce, insaccati, formaggi, latte e carne. La loro è una tavola ricca di frutta (1-2 volte al giorno) e povera di verdure (1-2 volte a settimana). Pochi il vino (1-2 bicchieri al giorno) e l'esercizio fisico (2 volte a settimana).

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