Ritrovare la sessualità dopo i 60 anni

Accade di regola: ad una “certa età” le donne riducono al minimo i rapporti sessuali, per i dolori che provocano e per i disturbi che causano, ma anche per gli imbarazzi legati alle disfunzioni di un corpo non più giovane.  Il sesso dopo gli “anta”? Spesso trascurato se non del tutto abbandonato, soprattutto nel caso in cui la donna si senta non più in grado  di offrire determinate prestazioni a livello organico. La situazione, infatti, si complica a causa dell’abbassamento del pavimento pelvico, cioè la discesa verso il basso delle pareti vaginali, dell’utero e spesso anche della vescica, organi che normalmente sono mantenuti nella loro posizione anatomica dai muscoli del pavimento pelvico. Questa disfunzione interessa   circa 1.6 milioni di persone: avviene in post menopausa, ed è dovuta all’avanzare degli anni, ai parti sostenuti ed agli interventi di ginecologia subiti. “Il desiderio sessuale è una modulazione tra eccitazione ed inibizione – spiega il professor Edoardo Austoni, Direttore della Clinica Urologica dell’Ospedale San Giuseppe – Milanocuore – ed è chiaro che alcuni disturbi possono bloccare psicologicamente la donna, specie nei preliminari, per non parlare dei dolori durante la penetrazione e nel corso del rapporto, ma anche dell’insorgere di cistiti, tutti problemi causati dall’abbassamento dell’insieme di muscoli, tessuti ed organi dell’apparato genitale femminile, tipico dell’avanzare dell’età”. Leggi ancora Ritrovare la sessualità dopo i 60 anni

Diabete? No, grazie!

Avete passato la soglia dei 40 anni? Ecco due regole d’oro per prevenire il diabete: misurare periodicamente la propria glicemia e fare regolare attività fisica. Di  Elettra de Bauli

Misurare la propria glicemia: un consiglio per tutti ma un “must” per chi è in sovrappeso o ha parenti diabetici. L’esortazione a controllarsi periodicamente viene dai medici specialisti della Fondazione AMD (Associazione Medici Diabetologi), riuniti al Convegno organizzato lo scorso ottobre presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, dedicato alla prevenzione delle complicanze del diabete. Una semplice misura “salvavita” che può svelare il diabete agli esordi, cioè quando non dà alcun sintomo, situazione molto più frequente di quanto si pensi, visto che il 33 per cento dei diabetici italiani non sa di esserlo, anche perché spesso la malattia metabolica non dà alcun segno fino a quando non intervengono i pericolosi effetti collaterali. Altrettanto importante è tenere sotto controllo l’attività fisica, che se fatta con regolarità “può far bene ne più ne meno che i farmaci ‘”, spiegano gli esperti riuniti a Roma. Ecco perché, il presidente della Fondazione Amd, Adolfo Arcangeli, ha lanciato l’appello per una “Giornata senza ruote”: “Lasciamo a casa macchina e motorini e muoviamoci a piedi il più possibile anche nelle grandi città. Una buona pratica può essere quella di comprare un contapassi per misurare l’esercizio fisico giornaliero. E per chi si muove con i mezzi pubblici, il consiglio è di scendere una fermata prima di quella utile, per costringersi a brevi ma salutari passeggiate”. Leggi ancora Diabete? No, grazie!

Asma e ormoni: un rapporto “stretto”

Nell’ambito delle malattie respiratorie croniche l’asma bronchiale è senza dubbio una delle patologie più significative, con una prevalenza nella popolazione generale in Italia variabile fra il 4-5 ed il 10 per cento. Prevalenza particolarmente significativa in alcune fasce di età quali quella pediatrica e quella geriatrica.

L’ asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che si manifesta con senso di soffocamento, costrizione toracica, tosse secca e crisi ricorrenti di difficoltà respiratoria con ostruzione bronchiale reversibile. Nei pazienti asmatici è stata dimostrata una predisposizione genetica ed alcuni fattori ambientali quali allergeni (acari della polvere, graminacee, parietaria), infezioni virali, sostanze chimiche a basso peso molecolare (isocianati, farmaci, sostanze chimiche diverse), polveri di legno, tinture, cosmetici, forfore e derivati animali, fibre tessili possono stimolare nei soggetti predisposti la comparsa della    sintomatologia asmatica. Soltanto nel 30 per cento dei casi, tuttavia, la causa dell’asma è di origine esclusivamente allergica, in altri casi intervengono altri fattori, in particolare infettivi, che concorrono a causare la patologia. Leggi ancora Asma e ormoni: un rapporto “stretto”

Trapianto capelli: Micro per risultati super

Trapianto capelli

Trapianto capelli

La tecnica di trapianto è sempre più micro ed i risultati risultano essere sempre più naturali tanto da spingersi nel trapianto delle sopracciglia.  Si tratta di spostare le singole unità follicolari – al bisogno anche monobulbari – per offrire un rinfoltimento dall’ aspetto “super”.  Nessuna cicatrice, intervento veloce e convalescenza mini.

Il trapianto capelli HSD è una soluzione semplice, poco invasiva e discreta per contrastare la calvizie fonte di profondo disagio psicologico. I vantaggi HSD sono molteplici. Con il trapianto di capelli il risultato è sorprendente e diverso rispetto alle altre pratiche chirurgiche. Si ottiene un rinfoltimento  senza tracce della chirurgia, neanche nella zona donatrice. Il trapianto di capelli  è l’ideale per coloro che soffrono di calvizie e alopecia ai primi stadi o in modo moderato. Leggi ancora Trapianto capelli: Micro per risultati super

Le giuste proporzioni della chirurgia estetica del seno

Per la bellezza del seno, la chirurgia estetica è in grado di ingrandirlo, ridurne la massa, rassodarlo, sollevarlo, renderlo simmetrico e rimodellato. Di gran lunga l’intervento più famoso e praticato è l’ingrandimento, e lo scettro incontestato di procedura preferita dalle donne resta la mastoplastica additiva. Ma un seno bello non è necessariamente sinonimo di grandi curve; gli interventi dedicati al seno sono molteplici e rientrano nella macro-categoria della mastoplastica nelle varianti:

Le giuste proporzioni del seno

Per essere davvero bello o sensuale, il seno dovrebbe rispettare alcuni parametri di bellezza che il chirurgo valuta quando la paziente richiede un rimodellamento. Innanzitutto, costituendo un elemento molto importante per la femminilità e l’armonia del corpo, il seno dovrebbe avere una certa proporzione con la parte inferiore del busto e con il bacino. Una donna con i fianchi larghi perde decisamente l’equilibrio tra la parte superiore e inferiore del corpo se il seno non è adeguatamente visibile. Viceversa, una donna sottile con fianchi stretti non può chiedere un ingrandimento eccessivo del seno senza rischiare il volgare o ridicolo.

Chiaramente le regole per la misura del seno sono quindi molto soggettive e legate alla costituzione di ciascuna. Nel caso della mastoplastica additiva, il chirurgo si basa proprio sull’interezza del corpo della paziente per optare per la procedura chirurgica ideale (posizionamento degli impianti) e per l’inserimento della protesi adeguata come forma e dimensione.

Altri parametri più oggettivi consistono nel tono e nel rilassamento (ptosi) di cute e massa mammaria: se la ptosi supera i 3 cm è bene valutare l’opzione chirurgica della mastopessi, l’intervento di lifting del seno che restituisce consistenza e giusta proiezione.

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Dopo la chirurgia plastica si rischia il gonfiore persistente

La chirurgia plastica ha finalità principalmente psicologiche: Farci sentire meglio nella propria pelle. Il più delle volte ci riesce perché elimina o riduce la fonte del disagio permettendoci un aumento di autostima e una maggiore sicurezza personale. Le rassicuranti statistiche di gradimento della chirurgia estetica non devono farci dimenticare che siamo comunque di fronte ad un intervento chirurgico con possibili rischi e complicanze.

Una recente ricerca ha indicato che una piccola percentuale dei pazienti (1%) lamenta un gonfiore persistente alla parte operata. Gli interventi estetici sono superficiali (derma, pannicolo adiposo e – raramente -  muscoli) e quindi poco traumatici rispetto alla chirurgia generale ma  spesso richiedono ampi scollamenti cutanei che producono edema diffuso (gonfiore). Questo di solito si riassorbe entro qualche settimana. In alcuni rari casi si può verificare una certa persistenza del gonfiore ritardando il raggiungimento del risultato sperato. Ciò può essere fonte di disappunto e – se si prolunga nel tempo – di grande disagio psicologico.

Il paziente deve essere consapevole di questo e di tutti i rischi ai quali va incontro nell’ affrontare il desiderato intervento di bellezza.

Fonte: Chirurgia Estetica – Clinica Pallaoro

Lipoaspirazione: La tecnica tumescente di chirurgia estetica

La lipoaspirazione con tecnica tumescente è l’evoluzione più attuale della classica tecnica di aspirazione dell’ adipe. Consiste essenzialmente nel “preparare” il tessuto adiposo da modellare tramite l’infiltrazione di un fluido composto da anestetico, soluzione fisiologica e adrenalina che consente di aspirare maggiori quantità di adipe rispettando di più i tessuti. Per la sicurezza della tecnica, la liposuzione tumescente può riguardare anche diverse zone del corpo in un’unica seduta (ad es. glutei egambe).

Il risultato della lipoaspirazione

I risultati della lipoaspirazione tumescente sono il rimodellamento generale dei profili e una maggiore compattezza dei tessuti data dalla cicatrizzazione sottocutanea (effetto di retrazione).

La liposuzione risolve con successo i problemi legati ad accumuli adiposi recidivi, resistenti a diete e movimento fisico. La superficie cutanea viene resa maggiormente omogenea, senza cuscinetti e il risultato è che l’intera figura appare più leggera e slanciata. Se mantenuti attraverso una dieta sana e adeguato esercizio fisico, i risultati di una buona liposuzione si notano molto a lungo nel tempo. Leggi ancora Lipoaspirazione: La tecnica tumescente di chirurgia estetica

Nuova sezione per tenersi in forma

Tenersi in forma

Insieme all’alimentazione corretta, l’esercizio fisico è la migliore forma di assicurazione sulla vita che si possa fare. Non costa nulla e fa sentire subito meglio. In più, oltre a mantenere in efficienza gli organi interni del corpo, contribuendo ad eliminare tossine e stimolando il sistema muscolare, cardiocircolatorio, respiratorio e renale, migliora anche l’aspetto fisico. Aiuta a smaltire le calorie in più e dà tono ai muscoli che, quando iniziano invece a rilasciarsi, danno alla figura quell’aspetto appesantito che nessuna crema di bellezza riuscirà mai a nascondere. Seno, pancia, glutei, cosce, addome, non possono che beneficiare di un esercizio fisico opportuno, eseguito regolarmente.

Chi avesse ancora dei dubbi sull’efficacia dell’esercizio fisico può rileggersi i dati di una recentissima ricerca, la più vasta finora mai eseguita, compiuta negli Stati Uniti dall’Institute for Aerobic Research di Dallas (uno dei massimi istituti di ricerca del settore) e pubblicata sulla più autorevole rivista internazionale di medicina, il Journal of the American Medical Association. Sono state controllate per otto anni 13.344 persone, uomini e donne, di tutte le età e condizioni e divise in tre categorie: sedentari, persone moderatamente attive, persone fortemente attive.

Questi i risultati. Rischio di morte in generale in un anno: 0,64 per cento per la prima categoria, 0,26 per la seconda, 0,20 per la terza. Rischio di malattie cardiovascolari: 0,25 per la prima, 0,08 per la seconda, 0,03 per la terza. Rischio di tumore: 0,20 per la prima, 0,07 per la seconda, 0,05 per la terza. Risultati che in parte confermano quanto si è detto da tempo sulla necessità di compiere esercizio fisico, ma che aggiungono anche qualche elemento nuovo.

Chi compie esercizio fisico moderato abbassa il rischio di mortalità di due volte e mezza rispetto ai sedentari.

Nel caso di malattie cardiovascolari il rischio si abbassa addirittura di oltre tre volte in chi compie esercizio moderato e di otto volte in chi compie una forte attività fisica.

L’esercizio fisico sembra influire positivamente anche sul rischio di tumori, che viene abbassato rispettivamente di tre e di quattro volte in presenza di attività moderata o intensa. Tale correlazione resta, per altro, ancora non chiarita.

L’aspetto innovativo della ricerca è però un altro. La riduzione più marcata del rischio è fra sedentari e persone che compiono un moderato esercizio fisico, più che fra questi ultimi e quanti svolgono una intensa attività fisica. In conclusione: basta fare del movimento regolare, anche con misura, per ottenere sensibili benefici sul proprio organismo.

Non serve strafare o dedicarsi ad attività sportive a ciclo continuo o fare chilometri di ‘Jogging” al giorno, a meno che non si sia già abituati.

Che significa, a questo punto, esercizio fisico moderato? Significa una buona passeggiata quotidiana, fare le scale invece che servirsi dell’ascensore, fare camminate durante i fine settimana, nuoto quando è possibile e dieci-quindici minuti di esercizi in casa. Ancor meglio è dedicare una-due ore alla settimana a un’attività sportiva, purché praticata con regolarità.

Nulla che non sia alla portata di tutti. Nelle pagine che seguono presentiamo così qualche semplice esercizio da fare, per mantenere l’organismo in forma e risolvere qualche problema estetico.

 

 

Mastoplastica additiva: Contrazione capsulare

La mastoplastica additiva inserisce una protesi sotto il tessuto mammario. Questa è un corpo estraneo caratterizzato per essere inerte e cioè non suscitare alcuna reazione biochimica nel corpo. In altre parole la protesi mammaria è biocompatibile. Ma comunque dal punto di vista fisico la stessa non può non suscitare una reazione – naturale – del corpo.

Effettivamente la risposta del corpo umano a qualsiasi elemento proprio o artificiale è quella di costruirci attorno una “fodera”. Tutti gli organi sono infatti avvolti da una membrana che di volta in volta viene denominata diversamente (pleura = membrana polmoni, periostio = membrana ossa, pericardio = membrana cuore, ecc).

Nel processo di guarigione, il corpo di norma avvolge le protesi con un tessuto fibroso chiamato capsula, in quanto riconosce l’estraneità del materiale inserito. L’incapsulamento è un fenomeno normale e si verifica anche con altri tipi di protesi mediche, come le protesi articolari, i pacemaker e ossa artificiali. Leggi ancora Mastoplastica additiva: Contrazione capsulare

Attività aerobica: Quale fa per te?

La ginnastica aerobica è la grande moda degli ultimi anni e deve la sua   fortuna al fatto di essere stata pro pugnata da personaggi famosi. In realtà, l’ “aerobica” non è solo una forma di ginnastica ma un insieme di attività fisiche, anche sportive, che servono a migliorare il più possibile la forma dell’organismo. Il termine “aerobico” è stato coniato nel 1968 da un medico statunitense, K.H. Cooper, fondatore dell’Istituto per la  Ricerca Aerobica di Dallas, nel Texas, per individuare una serie di attività fisiche che richiedessero un grande consumo di ossigeno. In realtà, quindi, noi facciamo spesso  “ginnastica aerobica” senza saperlo, con la marcia, il nuoto, la bicicletta, o semplicemente camminando. Si tratta di attività sportive che influiscono positivamente sul sistema cardiocircolatorio, su quello respiratorio e sulla maggior parte dei muscoli dell’organismo, aumentando la resistenza fisica. Esercizi o sport non aerobici sono quelli, invece,che non richiedono grande ventilazione polmonare e ai quali concorrono solo alcuni muscoli, come lo sci (tranne quello di fondo), alcuni    sport di squadra, alcune discipline di atletica che comportano sforzi brevi e intensi. La ginnastica aerobica si propone, quindi, di migliorare la resistenza fisica dell’individuo aumentando il consumo di ossigeno da parte dell’organismo. Questo è un parametro fondamentale nel valutare la forma fisica. Le persone inattive consumano fino al 50 per cento del volume massimo di ossigeno consentito dall’organismo; quelle moderatamente attive fra il 55 e il 65 per cento; quelle in forma massima fino all’80 per cento. Si tratta di parametri che solo un medico può misurare, attraverso apposite apparecchiature, ma servono per capire come l’organismo abbia un potenziale tutto da sfruttare per migliorare la forma e che può essere conquistato da tutti. Cooper ha anche elaborato una tabella a punti, relativa alla semplice marcia, con la quale è possibile valutare da sé il proprio grado di funzionalità aerobica e stabilire gradatamente i progressi da compiere. Il programma è stato predisposto in maniera da poter essere eseguito da chiunque, poiché non richiede sforzi intensi o un sovraccarico sul sistema cardiocircolatorio. È inoltre calibrato per tutte le età, poiché anche per l’attività fisica “non è mai troppo tardi”. Leggi ancora Attività aerobica: Quale fa per te?